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Tra Leggenda e realtà: Dracula è esistito veramente?

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La storia narra di principi, cavalieri, voivodi, che, intorno al XV secolo combattevano e difendevano le terre balcaniche contro l’avanzata dell’Impero Ottomano.

Vlad Dracul III (soprannominato poi “Ţepes” [impalatore]) nacque nel 1431 e crebbe con il fratello Radu (soprannominato poi “Frumos” [il bello ]) tra le corti della nativa Sighişoara e della nuova capitale Tirgovişte, strategicamente situata sulle alture dei Carpazi meridionali.

Il loro padre, Vlad II Dracul, intanto, era impegnato in una serie di battaglie per conservare la sua egemonia sulla regione. Nemici di diversa provenienza insidiavano il principato  constringendolo a estenuanti campagne di guerra su fronti diversi e con diversi alleati.

Gentiluomini crfistiani d’Ungheria e di Polonia, di Boemia, di Romania, dei Carpazi e del Danubio, cechi e transilvanici, valacchi, moldavi e tedeschi divennero Cavalieri del Drago tutti uniti per impedire l’avanzata del sultano.

Cattolico o ortodosso? Vlad II non si poneva interrogativi su quale delle due fosse la vera fede. Sapeva che il nemico da combattere per la libertà di entrambe era il turco, ma anche di questo non era pregiudizialmente convinto al cento per cento.

La famiglia si era intanto allargata. Almeno altri due figli di Vlad Dracul si erano aggiunti in pochi anni a Mircea e Vlad (Dracula): il terzogenito Radu,  e un altro Vlad, figlio illegittimo nato da un’amante di nome Caltuna, uscita in fretta dalla vita del principe, andandosi a rinchiudere per il resto dei suoi giorni – non si sa quanto spontaneamente – in un convento. Finì in convento anche suo figlio, che per questo fu detto Vlad il Monaco, venendo così escluso da qualsivoglia pretesa dinastica.Oscurato quindi dal primogenito e pressoché ignorato dal padre, Vlad III trascorse l’infanzia aggrappato alla gonna della madre, la bellissima quanto pia principessa Cneajina, della famiglia moldava dei Musatin.

L’Origine del nome Dracula e l’ordine del Drago

Per una migliore comprensione del vero carattere di Vlad Tepes III, ovvero Dracula, è necessario spiegare l’origine del suo soprannome. Nel 1431 l’Imperatore Sigismondo dette una collana ed un medaglione d’oro con inciso un drago a Vlad II, investendolo così del Sacro Ordine del Drago, un’organizzazione semi-monastica, fondata dallo stesso Sigismondo insieme alla moglie Barbara von Chilli il 12 dicembre 1418, con il compito di difendere la cristianità del Sacro Romano Impero dalle continue minacce della potenza ottomana.

Già in questo la gente del popolo vide un patto col diavolo. Successivamente Vlad II usò l’emblema del drago per le prime due emissione monetarie e da quel momento iniziarono a soprannominarlo Vlad Dracul [il Diavolo] invece di Vlad Dragonul [Vlad il Drago] ed è forse in questi due possibili significati, una delle ragioni della confusione tra “diavolo” e “vampiro” che in alcune lingue, ha portato ad associare Dracula a un vampiro. Questo nomignolo è diventato poi il cognome per i suoi discendenti. Ecco come dunque si spiega il fatto che il suo secondogenito sarebbe stato chiamato Dracula.

Agli storici ottomani egli però non è noto come Dracula ma come Vlad Ţepes, cioè il nome usato anche nella storiografia Rumena, anche se egli firmava sempre col nome del padre, Dracula, come testimoniato dal primo documento di Bucarest datato 20 settembre 1459.

Come e perché è cominciata la leggenda?

Vlad III Dracul, diventato nuovo principe di Valacchia, duca di Amlas e Făgaras e cavaliere del Sacro Ordine del Drago giura fedeltà al nuovo re d’Ungheria e signore della Transilvania, Mattia Corvino e uno dei primi provvedimenti presi dal nuovo principe è lo sterminio dei nobili che giurarono fedeltà a Vladislav II, usurpatore del trono paterno. Finiranno tutti male: impalati nel cortile del palazzo reale di Tirgovişte.

A questo periodo del regno, il più lungo, risale anche la ricostruzione del castello di Argeş, quello che diventerà il famoso “Castello di Dracula” citato nel celebre romanzo di Briam Stoker (nel quale viene però spostato nel nord della Transilvania, nei pressi di Bistriţa). Le pietre per la ricostruzione di questa fortezza saranno trasportate a mano dai nobili infedeli.

Nel 1457 Dracula invade la Transilvania saccheggiando la regione di Sibiu, probabilmente per “scovare” il fratello Vlad il Monaco, anch’egli possibile pretendente al trono valacco, e per vendicare la morte del padre. Vlad aiutò il cugino Stefan cel Mare [Stefano il Grande]  a riprendere possesso delle sue terre tornando così ad essere principe di Moldavia.

A dispetto delle buone relazioni che sembravano intercorrere tra Vlad e Mattia Corvino, re d’Ungheria che aveva dato sostegno finanziario e politico alla guerra intrapresa da Vlad contro i Turchi, c’erano però alcuni punti di conflitto, e questo è un altro aspetto fondamentalmente nella storia di Dracula.

Uno era il proprietario primo della corona di Valacchia con Fagaras ed Almas che erano però sotto il controllo del principe della Transilvania. Ma dopo un accordo, Fagaras ritornò sotto l’autorità di Vlad mentre Almas no.
Il nuovo monarca Mattia Corvino aumenta le sanzioni imposte ai mercanti e ai nobili valacchi, e ciò non fa che aumentare l’odio di Dracula nei confronti della Transilvania, già macchiatasi dell’assassinio del padre e del fratello. E così nell’aprile del 1459 Dracula, stanco di sopportare le pesanti punizioni di Matyas, invade la città transilvana di Brasov profanandone la chiesa e impalando gran parte dei cittadini e dei nobili sulle colline intorno alla città; è in questa occasione che Dracula mangia i cadaveri impalati. Ma le incursioni punitive di Dracula in Transilvania non si fermeranno qui, esse infatti proseguiranno anche l’anno dopo, e tra tutte una delle più sanguinose fu quella del 24 agosto (notte di San Bartolomeo) ad Amlas, dove furono impalate più di 20.000 persone.
L’azione però fu per lui un successo totale dal punto di vista militare in quanto portò Almas sotto la sua autorità. Come forma di vendetta, alcuni anni più tardi fu pubblicato un libro che raccontava gli atti di crudeltà di Dracula. Questo, messo insieme al folclore ed ad altri fattori, come il suo modo originale di uccidere (cioè impalando), ed il suo piacere nell’uccidere, porta alla storia moderna di Dracula.
Nell’inverno del 1461 la Valacchia dichiara guerra alla Turchia che continua la sua avanzata inarrestabile. Per resistervi Dracula ha però bisogno di aiuto ma né il re ungherese Matyas, né il cugino Stephan gli forniscono appoggio e così il potente sultano Mehemed II detto il Conquistatore, entra in Valacchia.
Stephan di Moldavia, entrato poi in guerra, ma dalla parte dei turchi, viene ferito gravemente e si ritira col suo esercito tornando in Moldavia.

Radu, fratello di Dracula, viene nominato principe di Valacchia e gli viene dato il compito di trovare il fratello e di ucciderlo, trasformando così la guerra in una faida famigliare tra Radu, principe legittimato dal sultano, ed il fuggiasco Dracula accompagnato da pochi boari fedeli.
Dracula si rifugia così nel suo castello di Arges insieme alla moglie, che per la paura di cadere nelle mani dei turchi, una notte si ucciderà gettandosi nelle acque del fiume Arges, che prenderà poi il nome di “fiume della principessa”. Scappato dal castello e tornato in Transilvania, Dracula viene arrestato dai soldati di re Matyas e rinchiuso nella Torre di Salomone del castello ungherese di Visegrad, dove vi resterà per 12 anni, a causa di una falsa accusa di alto tradimento. Il re ungherese, infatti, inventò la farsa delle lettere scritte dal principe valacco al sultano turco, al fine di liberarsi dell’unico testimone che lo poteva accusare di aver preso i fondi della crociata senza però prenderne parte.

Negli anni di prigionia, Dracula ottiene il consenso di sposarsi con Ilona Szilagy, parente del re ungherese, a patto di convertirsi al cristianesimo.
Nella primavera del 1473 suo cugino Stephan di Moldavia, venuto a conoscenza dell’intenzione di Mattia Corvino di condurre una nuova potente Crociata, attacca Radu scacciandolo dal trono di Valacchia che però non passa a Dracula, bensì al potente voivoda valacco Basarab III.
Ma Dracula finalmente libero viene nominato comandante della Crociata e insieme al cugino Stephan e al principe provvisorio di Valacchia, Basarab III, sconfigge i turchi scacciandoli definitivamente dal suolo valacco. L’anno successivo i tre firmano un patto di alleanza tra Valacchia, Moldavia e Ungheria.
Dracula, ufficialmente riconosciuto come legittimo pretendente al trono valacco, decide di intraprendere insieme a Stephan di Moldavia, Vuc Brancovic ed il nuovo comandante ungherese Stephan Bathory, una guerra per spodestare Basarab III, passato dalla parte nemica, dal trono di Valacchia.
Dracula prima conquisterà la capitale Tirgoviste, poi entrerà a Bucarest, e successivamente riprenderà il controllo delle sue terre venendo nominato principe di Valacchia dal Consiglio dei Boari e consacrato dal patriarca di Arges.
A Bucarest costruisce il Castello di Bucarest come fortezza nel 1459, che diventa la capitale della Valacchia dal 1659 (regione dell’attuale sud) e dal 1859 diventa la capitale dei Principati Uniti Rumeni.

Nel 1476, Dracula morirà nella battaglia con Basarab III, tornato con un esercito di turchi, dopo un periodo in cui si era rifugiato prima a Bucarest e poi in Turchia. Vinta la battaglia Basarab III, probabilmente colui che uccise personalmente Dracula, inviò poi la testa di quest’ultimo al sultano turco presso la corte di Costantinopoli. Dracula venne poi sepolto nel monastero di Snagov (vicino Bucharest) come già detto, e i suoi resti non verranno mai ritrovati.

Il confronto tra realtà e storia

Il primo libro riguardante Dracula è stato pubblicato nel 1463 il cui titolo era “La Storia di Voivode Dracula” che era un evidente attacco alla politica riguardante i tedeschi attuata da Vlad, soprattutto riguardo ai metodi crudeli da lui usati. Il libro ha circolato attraverso l’Europa, specialmente nella comunità tedesca (probabilmente l’area di più grande diffusione della storia di Dracula) fino al 1559-1568 dove è stato pubblicato in diverse edizioni.
Una seconda area di diffusione fu la borghesia russa, dove dal 1468 iniziò a circolare una versione del manoscritto.
Da là la storia passò ai contadini creando come era ovvio un vasto folclore. Poi finalmente la storia giunse, non attraverso scritti ma mediante tradizione orale, in un’area molto ampia e cioè il sud-est dell’Europa.
Da quel momento la storia di Vlad Tepes III Dracula è diventata sempre più una realtà ed anche un nuovo genere di letteratura: “La letteratura del Vampiro”.

Il capostipite di tutto questo, fu il libro di Bram Stoker. Esso fu pubblicato per la prima volta nel 1897, ed ebbe un grande successo dovuto in parte alla popolarità del soggetto già esistente. Stoker è in stato in qualche modo la persona più vicina alla verità di Dracula più di molti altri autori, sebbene egli non abbia mai messo piede sulla terra rumena e questo perché si è documentato per lungo tempo ed ha parlato inoltre con storici e con molta altra gente. All’inizio del libro c’è una descrizione accurata dei luoghi dove la storia comincia e anche il ritratto che vi si trova è, in alcuni tratti, vicino al reale ritratto di Dracula, ma appena le azioni delle storia muovono in Inghilterra, si entra nella pura fantasia.
A Bram Stoker va riconosciuto sicuramente il grande merito di aver creato un personaggio incredibile, che ha goduto e gode tuttora di una ineguagliabile popolarità.
In conclusione possiamo dunque dire che, a parte il grande folclore che “vi è stato costruito sopra”, per la maggior parte dei rumeni, la storia di Dracula resta giusto una storia, niente di più, e solo pochi hanno per così dire, paura di questa misteriosa figura…

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