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Castello Bran

Il Castello Bran è uno tra i più noti della Romania. È stato edificato nel 1377-1378, in seguito a un decreto di Ludovico I d’Angiò – sovrano ungherese la cui autorità si estendeva all’epoca su tutta la Transilvania – nelle Gole del Turco (Cheile Turcului) sui resti di una fortificazione duecentesca eretta dal sassone Dietrich, cavaliere dell’Ordine Teutonico, dal quale prese poi il nome di Dietrichstein. Costruito in stile rinascimentale nella zona di frontiera tra la Transilvania e la Valacchia, il castello fu affidato agli abitanti di Braşov per difendere il passo di Bran che si trova poco più a Sud, sulla principale rotta commerciale tra Braşov e Campulung.

Sede di guarnigione, all’inizio del XV secolo la fortezza passò sotto diverse mani. È stata sotto il dominio del voivoda (termine che, nell’Europa Orientale designa un capo politico-militare) Mircea il Vecchio; di Sigismondo di Lussemburgo e del voivoda della Transilvania, Iancu de Hunedoara. Qui visse anche il principe Vlad III Dracul detto Ţepeş. Nel 1498 ritornò possesso della città di Braşov e lo rimase fino al 1848, anno della rivoluzione che abolì il sistema feudale sul quale si basava il dominio del castello sul territorio circostante. Tra l’altro, nei pressi si trovava la dogana, dove i mercanti dovevano pagare il 3% del valore delle merci che trasportavano.

A partire dal 1920, il castello di Bran divenne residenza dei sovrani del Regno di Romania. Qui visse la regina Maria Nel 1948, dopo l’abdicazione del re Michele I avvenuta nel dicembre del 1947, il castello fu nazionalizzato e divenne un museo. Nel maggio 2006 il castello è stato restituito dalle autorità romene a Domenico, figlio della principessa Ileana di Romania, come parte dell’eredità materna. Attualmente, il castello è Museo di Arte Medievale.

Da visitare anche: la chiesa ortodossa Paraschiva (1820); la Dogana di Bran (sec. XVIII); il Museo di Etnografia; la Casa della Famiglia Puscariu, uomo di cultura; turismo rurale; punto di partenza per i percorsi turistici sui Monti Bucegi (C. Omu).

aggiornato da Graziano Capponago del Monte

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