Browse By

Economia della Romania

La struttura demografica della popolazione

Con 22,6 milioni di abitanti, la Romania è al secondo posto tra le nazioni più popolate dell’Europa centro-orientale dopo la Polonia.
La popolazione in età di lavoro si aggira intorno a 10,4 milioni. La densità della popolazione è di 96 persone per kmq. E’ leggermente più bassa rispetto alle vicine Repubblica Ceca e l’Ungheria.
Dal punto di vista etnico la popolazione è mista. I “rumeni etnici” rappresentano circa l’89% della popolazione. Gli “ungheresi etnici” sono il secondo gruppo con il 7% della popolazione totale.
Il ritmo delle nascite è drasticamente diminuito negli ultimi anni. Il tasso di natalità è ora tra i più bassi d’Europa. Meno nascite, aumento dell’immigrazione ed elevata mortalità infantile e materna (tra le più alte non solo in Europa, ma anche tra i paesi a medio reddito) hanno fatto scendere la popolazione a 400 mila unità nei primi anni di questo decennio.
La popolazione è relativamente giovane a confronto con gli standard dell’Europa occidentale. Secondo il censimento più recente, il 45% della popolazione ha meno di trent’anni e ciò indica un considerevole potenziale per i prodotti orientati ai giovani.
Gli standard di vita in Romania sono sensibilmente più bassi rispetto a quelli dell’Europa Occidentale.
Con l’aiuto della Comell University (USA) il Governo ha di recente effettuato l’analisi del reddito di un campione composto da 36 mila famiglie rumene. Secondo i risultati, in media una famiglia rumena spende 49% per l’acquisto dei prodotti alimentari, il 36% per i prodotti “no food” e il 15% per i servizi.
E’ in aumento la spesa destinata all’acquisto di beni di consumo durevoli. Le famiglie che vivono nelle aree rurali (che rappresentano ancora il 46% della popolazione totale) spendono il 37% per prodotti alimentari (una quota sensibilmente inferiore a quella della rimanente parte della popolazione).
I salari medi si aggirano intorno ai 100 dollari al mese. Nel settore finanziario raggiungono i 200 dollari. Nella sanità scendono a 70 dollari. La disoccupazione è alta anche tra coloro che hanno un titolo universitario.
Il potere di acquisto ha subìto negli ultimi anni una severa contrazione. Secondo stime della Nazional Bank of Romania (BNR) nel periodo 1990-95 la produzione industriale è calata del 53%, i prezzi sono aumentati del 6.300% i salari medi sono calati del 65% (1995 a confronto con 5 anni prima, in termini reali).
Livello di istruzione e formazione

Sebbene il collasso del sistema economico pianificato abbia mutato la qualità della struttura dell’istruzione, ciò non si è rivelato sufficiente per raggiungere un livello adeguato alla nuova realtà. La spesa pubblica per l’istruzione è salita al 4% del PIL nel 2000, dopo che il governo ha accordato nuovi salari per gli insegnanti, ma è questa una percentuale bassa rispetto agli standard europei. L’analfabetismo riguarda comunque meno dell’1% della popolazione in età scolare.
L’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 16 anni, il 64% dei bambini sotto i 6 anni frequenta l’asilo.
Se da un lato si è registrata una diminuzione nella percentuale dei giovani di età compresa tra 15 e i 18 anni che frequentano le scuole, si è avuto tuttavia un aumento della percentuale dei giovani nella fascia d’età 19-23 anni che optano per il proseguimento degli studi universitari. Vengono privilegiate, rispetto alle materie tecniche, le facoltà economiche e umanistiche.

Popolazione: in milioni di abitanti 22,8.
Popolazione urbana: 55%.
Popolazione con almeno 15 anni di età: 20,4%.
Speranza di vita: 70 anni.
Prodotto Interno Lordo pro capite in dollari, anno 2000: 1.600 $
Vive sotto il limite di sopravvivenza: il 42% della popolazione.
Il reddito non è sufficiente per alcuna spesa accessoria per il 32% della popolazione.

Fonte: elaborazioni ICE su dati Banca Mondiale

Indicatore sintetico, compreso tra 0 e 1, costruito sulla base della media di tre variabili (aspettativa di vita —grado di scolarizzazione — valore del PIL reale). Il Paese si colloca ad un livello medio di sviluppo umano.

Destinazione del PIL (%)
Consumi privati: 74,2 (1997); 72,7 (1998); 69,6(1999)
Consumi pubblici: 12,3 (1997); 14,0 (1998); 14,7 (1999)
Investimenti: 21,2 (1997); 19,4 (1998); 18,5 (1999)
Debito con l’estero in milioni di $: 9.477 (1997); 10.014 (1998); 9.367 (1999); 8.900 (2000)
Percentuale del debito estero sul PIL: 26.9 (1997); 24,1 (1998); 27,6 (1999).

Fonte: elaborazioni ICE su dati Fondo Monetario Internazionale – Intemational Financial Statistics e Banca Mondiale

error: Content is protected !!