Storia di Dracula 7/15
Vlad
l'Impalatore
CI VOLLERO OTTO ANNI PRIMA CHE IL GIOVANE PRINCIPE RIUSCISSE A
RIPRENDERSI LA CORONA DI VALACCHIA. UN TEMPO LUNGHISSIMO, TRASCORSO
MEDITANDO LE ATROCI RAPPRESAGLIE CHE LO RESERO TRISTEMENTE FAMOSO
Gli Hunyadi non se n'erano stati ad aspettare il ritorno di Dracula
in Valacchia come se niente fosse. Lo avevano preceduto, favorendo
dall'adiacente Transilvania, dove regnavano incontrastati, l'insediamento
sul trono valacco di un principe della famiglia Danesti, una delle
tante in lotta per quella corona così incerta.
Vlad trovò dunque la reggia paterna di Tirgoviste occupata
da Vladislao II, ivi regnante sotto la protezione di Janos Hunyadi,
al quale evidentemente non bastava proteggere il solo re d'Ungheria
per realizzare il suo ambizioso piano di egemonia personale.
Dracula non ne fu impressionato. Attese che Vladislao partisse
con Janos per un tentativo di crociata al di là del Danubio
e con un colpo di mano si riprese la corona, verso la metà
del 1448. L'assenza del rivale fu, per sua sfortuna, assai breve.
In cerca di asilo
Sconfitti nel Kossovo da un esercito quattro volte superiore nell'ottobre
di quel medesimo anno, Hunyadi e Vladislao furono costretti a
un precipitoso rientro nei loro territori. L'armata di cui disponevano,
per quanto redotta da una disfatta, era temibile. Rendendosi conto
di non poterle tenere testa, Dracula reagì fuggendo. Non
aveva regnato che due mesi, forse tre, senza infierire nei confronti
di quanti si erano schierati contro di lui con i Danesti. Non
si ha notizia di stragi o altre forme di rappresaglia, in quel
breve periodo, verso le popolazioni che avevano in qualche modo
accettato l'usurpatore. Nulla che anticipasse la ferocia delle
sue gesta successive.
Grande deve essere stata l'amarezza del giovane principe detronizzato
nel constatare che, nonostante la buona disposizione verso i propri
feudatari, non ci fosse tra questi nessuno disposto ad aiutarlo.
Chi, d'altronde avrebbe avuto l'ardire di opporsi allo strapotere
degli Hunyadi?
Dracula avrebbe fatto tesoro a proprio modo di questa lezione,
convincendosi per il futuro dell'inutilità della clemenza.
Ne sarebbero scaturiti orrori a non finire, alimentati di vendetta
e anche dalla certezza che solo attraverso il terrore potesse
esprimersi la regalità. Non era quello il momento più
adatto per elaborare una filosofia del potere. Solo e senza terra,
Dracula doveva decidere dove rifugiarsi. Di una cosa era certo:
non poteva tornare indietro, nel grembo caldo della corte ottomana.
Aveva chiara percezione del disappunto con cui sarebbe stato accolto
dal sultano, dopo questo insuccesso. Evitò dunque di ricorrere
la via del sud, donde era venuto, e proseguì verso nord,
chiedendo asilo in Moldavia dove regnava suo zio Bogdan.
Un amicizia fraterna
Fu accolto con ogni riguardo, e nuovamente istruito alla religione
cristiana Insieme al cugino Stefano, coetaneo generoso e di vivace
intelligenza, col quale immediatamente si intese. Nacque tra i
due giovani, mentre studiavano sotto la guida di monaci greci,
un amicizia così fraterna che si scambiarono un giuramento
di mutuo soccorso per la vita. Entrambi ambivano a un trono. Quello
che vi fosse giunto per primo avrebbe aiutato l'altro ad ascendere
al proprio. Era un giuramento più impegnativo per Stefano
che per Dracula, poiché Stefano una corona già l'aveva,
saldamente tenuta dal padre, mentre quella di Dracula era usurpata
dai Danesti. Ma era talmente incerta la stabilità di certe
signorie che i cambiamenti di scena più innatesi erano
all'ordine del giorno.
Infatti, tre anni dopo, una congiura di palazzo spazzava via
Bogdan dal suo trono, del quale si impossessava un avventuriero
di nome Petru Aron. Bogdan cadeva sotto i pugnali dei congiurati.
Suo figlio Stefano e il nipote Dracula riuscivano a fuggire. Rinnovarono,
nel separarsi, il loro giuramento di amicizia, obbligando quello
dei due che avrebbe avuto maggiore fortuna a soccorrere l'altro.
Delle tre province rumene nelle quali si riconosceva per tradizione
la famiglia bessarabica, cui Dracula Viad apparteneva, la Valacchia
era in mano ai Danesti, la Transilvania agli Hunyadi, la Moldavia
all'usurpatore Aron.
Non c'era molta scelta, ma VIad seppe scegliere ugualmente nel
modo per lui più conveniente, prendendo una decisione che
avrebbe cambiato per sempre la sua vita, consentendogli di riconquistare
il trono paterno. Lo aiutarono in questo l'audacia, il calcolo
politico e, certamente la disperazione: scelse Janos Hunyadi,
l'assassino di suo padre e suo fratello, che con quel doppio delitto
aveva estinto verosimilmente la propria sete di vendetta.
Scuola di guerra
Vlad aveva percepito la predisposizione del Cavaliere Bianco a
farsi tutore di ogni principe in difficoltà per potersene
poi servire ai propri fini. Aveva intuito soprattutto che difficilmente
i Danesti avrebbero potuto tenere il principato di Valacchia,
il più esposto a meridione, senza giungere a compromessi
con i Turchi.
Così era stato per suo padre, così sarebbe stato
per Vladislao II; e allora Janos gli si sarebbe messo contro.
Fu in vista di quel momento che Dracula scelse gli Hunyadi e che
questi scelsero lui prendendolo sotto la ala protettrice. Con
quella lungimiranza che faceva vedere loro la necessità,
prima o poi, di liquidare i Danesti. Come sostituto di questi
ultimi sul trono di Valacchia, se un'operazione del genere si
fosse resa necessaria, il figlio di Dracul era perfetto, perché
legittimato oltre tutto da risapute ragioni dinastiche.
Era il 1451. Dracula aveva vent'anni, Janos una sessantina. C'era
tra loro la giusta differenza d'età che di solito intercorre
tra un maestro e un apprendista. Janos decise di farne il proprio
allievo, e trasformarlo in un perfetto guerriero cristiano.
Iniziò così per Dracula un tirocinio di guerra,
che si protrasse per cinque anni. Partecipò a incursioni
contro i Turchi, crociate nei Balcani e rappresaglie anche tra
principi cristiani, quando si trattò di punire magnati
e feudatari allineati con l'indolente imperatore Federico III
d'Asburgo, successore di Alberto Il, contro gli interessi della
corona d'Ungheria.
Dall'assassino del padre, Dracula apprese strabilianti tecniche
di guerra e di guerriglia, i segreti della battaglia campale e
dell'assedio, dell'incursione rapida in terra nemica e della terra
bruciata, del saccheggio e della rappresaglia.
Battezzato sul campo
Unite alle sofisticate pratiche di tortura insegnategli dai Turchi
e alla rabbia accumulata per tutto ciò che gli stato tolto,
queste nozioni ne fecero lo spietato combattente che in breve
si guadagnò sul l'orrido appellativo di Vlad Tepes, cioè
Vlad l'Impalatore.
Oltre che in battaglia, Hunyadi lo condusse con sé alla
corte ungherese, nel castello di Buda. Lì conobbe la crema
della società asburgica e Mattia Corvino, primogenito del
suo nuovo maestro, destinato a diventare di lì a poco re
d'Ungheria.
Non fu di ostacolo a questi rapporti la fama sanguinaria di Vlad,
considerata tutt'altro che disdicevole in quel mondo, poiché
guadagnata a spese del Turco. E per quanto raccapriccianti potessero
apparire i tormenti da lui fatti infliggere, non ne furono inizialmente
scalfiti agli occhi dell'aristocrazia i meriti acquisiti sul campo.
Era diventato uno dei protagonisti più in vista di quella
che a tutti gli effetti era una guerra di sterminio.
Al pari dell'addestramento militare, i contatti di Buda furono
preziosi per la nuova formazione di Vlad, gregario del sultano
fino a pochi anni prima e adesso allievo del Cavaliere Bianco.
Fu al fianco di questo carismatico maestro nella battaglia di
Szendro, 1454, dove l'armata ottomana dell'emiro Firus Bey venne
letteralmente annientata, e in altri scontri decisivi
per la cristianità, distinguendosi al punto da ottenere
come ricompensa la restituzione dei feudi transilvani che erano
stati di suo padre. Rientrò così in possesso delle
cittadelle di Almas e Fagaras, sulle falde dei Carpazi meridionali,
tra la nativa Sighisoara e l'importante centro commerciale di
Brasov, detto Kronstadt dai mercanti tedeschi che vi risiedevano
numerosi.
continua...