Transilvaniaonline - Altri posti turistici della Romania da visitare

Altri posti turistici consigliati da visitare

Posti Balneari

Sovata

 

 
Città sita nel bacino superiore del fiume Tarnava Mica in Transilvania, stazione balneare in funzione dal 1850 utilizzata per diverse cure. Nelle vicinanze si trovano i laghi: Ursu, Alunis, Verde, Negru, Rosu, Mierlei, Serpilor con acque clorurate e sodiche; la salinità è di 30-50 g/litro.
La zona è dichiarata riserva naturale forestiera in cui ci sono delle querce secolari. Si pratica anche la caccia sportiva.
 
Baile Herculane  

 

 

 

 

 

Città sita sul fiume Cerna, tra i Monti Cerna e Monti Mehedinti. Stazione Balneare con acque termali e minerali usate per curare i reumatismi.
Da visitare:
- la stazione (1889, stile barocco) ;
- la chiesa ortodossa (sec. XIX);
- la statua di Ercole (1847);
- il palazzo del Casinò (1862), oggi museo;
- le rovine della stazione termale romana;
- la Grotta dei Ladri (Pestera Hotilor), con orme paleolitiche e neolitiche;
- il ponte di pietra sul fiume Cerna;
- riserva naturale Coronini – Bedina sui Monti Cerna.
Baile Felix    
  Stazione balneare del sec. XIX, a sud di Oradea, conosciuta dal sec. XIII per le acque termali con bicarbonato, con leggera radioattività usate nel trattamento balneare; anche complesso alberghiero con scivoli termali; fonte artesiana forato nel 1885 con il più grande debito di acqua termale della Romania (17 mil/litri/giorno). Si può visitare il Parco Cvercinee con specie esotiche di piante.  
Baile Olanesti    
  città sita nella depressione Sottocarpatica Olanesti, sul fiume Olanesti.
Stazione balneare con fontane minerali. Da visitare: il Parco dell’Unità, la chiesa ortodossa di San Nicola (1746) con affreschi murali originari, la chiesa di legno “San Pantelimon” (Chiesa di Horea), la chiesa San Giovanni Battista (1820) con affreschi originari; le case popolari di tipo valceano, la Casa Badescu (1718); la Casa Olanescu (sec. XIX).
 
Baile Homorod    
  Stazione balneo – climaterica di interesse locale con acque solforiche, clorurate, sodiche, ferruginose; siti per bagni caldi; vulcani fangosi, riserva geologica.  
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Baile Tusnad Città del 1968 e stazione balneare-climatica sita nella parte Sud della provincia Harghita, nel delta omonimo formato dal fiume Olt che traversa i monti Harghita con clima montano, con fontane di acque minerali carbogassose, ferruginose, ricche di bicarbonato conosciute dal sec. XVII, usate per cure interne..
Da visitare: il lago Ciucas, la chiesa ortodossa Madonna Addormentata (1939); percorsi turistici in montagna con sentieri verso Piatra Soimilor, il lago Santa Ana e Tinovul Mohos.
 
Baile Turda    
  stazione balneare-climatica di interesse locale sita nel Sud Est della città di Turda. I bagni sono in funzione nella vecchia miniera di sale, alcune dai tempi dei romani. Le acque minerali sono raccomandate per il trattamento e le cure di diverse malattie.  
Baile Persani    
  Stazione balneare-climatica stagionale nel Sud Est della depressione Subcarpatina Fagaras sulla valle omonima a 1,5 km dal villaggio Persani, con acque minerali clorurate (scoperte nel 1928), sodiche, con bicarbonato, ricche di calcio, ferruginose, fango di torba, fontane in funzione (18,4 g/l), siti per bagni caldi, bacini; località turistica.  
Baile Puturoasa    
  Stazione balneare-climatica stagionale (fontane solforiche) nel bacino del fiume Talna, a sudovest dei monti Ignis; percorsi turistici sui monti Ignis, accesso da Negresti-Oas.  
Baile Rodbav Stazione balneare-climatica stagionale sul fiume Rodbav, con fontane minerali clorurate.  
Baile 1 Mai    
  Stazione balneare-climatica a Sud di Oradea nella Campagna Miersing con acque termali (cca 30 fontane con temperature di 28° - 42°C) conosciute dal sec. XIII e valorizzate dal sec. XVIII. Nei dintorni si può visitare il lago Petea con piante endemiche (Nimphaea lotus termalis) e gasteropode (Melanopsis).  
Baile Govora    
  Città dal 1972 sita nella depressione subcarpatina Govora, sul fiume Hinta, stazione balneare. Nelle vicinanze si può visitare il monastero Govora (sec. XV).
Da visitare: il Padiglione dei bagni (sec. XIX); il villaggio vacanze Silva
 
Ocnele Mari Città dal sec. XVI sita nei Subcarpazi Valcii sul fiume Sarat. Stazione balneare-climatica con lago salato. Nei dintorni si può visitare la chiesa ortodossa Madonna Addormentata (sec. XVI) con affreschi del 1746; villaggio vacanze con possibilità di vitto e alloggio.  

 

Mar Nero

Costanza

 

 
Porto principale della Romania e città più importante del litorale pontico, è centro industriale (cantieristica navale), commerciale e turistico.
La storia.
La gloriosa Tomis nasce forse alla fine del sec. VII a.C. come semplice emporio della vicina e potente Histria, colonia fondata dai Greci di Mileto nell’Asia Minore; compare nella storia durante il III sec. a.C., contesa tra i Greci milesi di Histria e i greci dorici di Kallatis (odierna Mangalia). Alleata, contro Roma, di Miriade VI Eupatore, re del Ponto, viene conquistata nel 71 a.C. dal console romano Terenzio Marrone Lucullo; torna libera nel 62 a.C. sotto il console C. Antonio Hybrida; soggiace nel 44 a.C. ai Geti e, nel 28 a.C. ai Romani di M. Licinio Crasso. Dal 9 al 18 a.C. Tomis ospita un esule illustre, il poeta Publio Ovidio Nasone, che qui scrive i celebri “Tristia” e le “Epistolae ex Ponto”, e qui muore. Sotto Roma la potenza di Tomis cresce con il declinare di Histria, inghiottita dalla sabbia; Diocleziano ne fa la capitale della Scythia Minor. Investita dai Greci e dai Gepidi, è annientata nel sec. VI dagli Avari. Ricompare nella storia a partire dal sec. XIII, come fondaco genovese col nome di Costanza (dall’appellativo di Costantia avuta da Costantino); dai Turchi, che la prendono nel 1306, è chiamata Kustendje.
La rinascita ha inizio nel 1878, quando i Turchi si ritirano dai Balcani e la Dobrugia viene annessa alla Romania; a Carol I, re di Romania dal 1881 al 1914, si deve il primo sviluppo industriale, portuale e urbano, purtroppo a scapito dei grandi tesori archeologici della città.
Da visitare.
 
  - Litoranea sul mare;
- Statua di Mihai Eminescu (noto poeta nazionale romeno), statua costruita nel1930 su fondamenta di 3 m, opera di Oscar Han;
- il Monumento dei Martiri;
- il gruppo scultorio “i Pescatori” (costr. in calcare del 1960-1970);
- il Casinò (1904-1909), combinazione di stili architettonici;
- il Museo di Scienze della Natura: Acquario (presenta fauna acquatica del Mar Nero, Danubio, Delta del Danubio e Mar Mediterraneo), nelle 60 vasche si trovano oltre 2000 animali acquatici;
- il Planetario;
- l’Osservatorio Astronomico ed il Centro di osservazione solare;
- il Delfinario;
- il MicroDelta;
- il Museo Militare Centrale – inaugurato nel 1987;
- il Faro Nuovo – costruito nel 1960, altezza di 58 m;
- il Villaggio vacanze, tra Mamaia ed il lago Tabacariei;
- il Museo d’Arte: inaugurato nel 1961;
- il Museo di Scultura “Ion Jalea”, aperto nel 1968;
- il Museo d’Arte Popolare;
- la Chiesa “Sf. Gheorghe Nou” dipinta da N. Tonitza;
- il Busto di Vasile Parvan, di bronzo (Ion Irimescu);
- Gamia Hunchiar, costruito tra 1862-1868 con i fondi del sultano Abdul Aziz in stile mauritaneo;
- la Chiesa Elena “Metamorfis”, costruita nel 1867;
- il Tempio Ebraico di rito spagnolo;
- la Moschea costruita nel 1910;
- il Monumento Casa Genovese – Casa con Leoni;
- la Chiesa Romano – Cattolica;
- la Cattedrale ortodossa;
- la Statua del Timoniere;
- le Terme Romane;
- l’Edificio Romano con Mosaico (lunghezza di 120 m e una parte di 20 m), presenta mura spesse di pietra, mattoni e intonaco (costruzione dal sec. IV d. C. con funzione commerciale);
- il Faro Genovese – costruito nel 1300 con un’altezza di 8 m;
- la Statua di Ovidio (2,6 m; inaugurata nel 1887), opera dello scultore Ettore Ferrari;
- il Museo della Marina Rumena: funziona nel locale della Scuola Navale Superiore, inaugurato nel 1983, comprende oltre 1500 testi e grafici con soggetto marino;
- le Gallerie sotterranee (apeducte) con una lunghezza di 550 m, scavate ad una profondità di 20 m rispetto al livello dell’attuale città;
- la Tomba dipinta costruita in mattoni, i muri sono dipinti con la tecnica degli affreschi con rappresentanze antropomorfe, zoomorfe e fitomorfe;
- la Spiaggia moderna (lunghezza 60 m);
- i Busti di Anghel Saligny, Andrei Ionescu, Vasile Parvan;
- il Monumento agli Eroi del Reggimento della Fanteria di Costanza;
- il Monumento del Soldato Francese.
 
 
 
Adamclisì si trova a 50 km a sud-ovest per la strada DN 3.  
  E’ un piccolo villaggio, uno dei siti archeologici più importanti della Romania. A 600 m a ovest del villaggio si trovano ii resti di Tropaeum Traiani, località fondata dai veterani di Traiano, divenuta municipio sotto Settimio Severo, munita di poderose mura nel 316 dagli imperatori Licinio e Costantino, sviluppatasi come centro militare, economico e religioso di prim’ordine, fino alla distruzione da parte degli Avari nel 587.
A circa 2 km a nord del villaggio si erge, solitario e imponente il Tropaeum Traiani, uno dei maggiori monumenti romani in Balcania. Eretto nel 109 dall’imperatore Traiano per celebrare la vittoria del 102 contro i Daci-Sarmati condotti dal leggendario re Decebalo, era un enorme cilindro cementizio su gradinata circolare, rivestito nella parte alta da un anello di 54 metope illustranti la battaglia di Adamclisì e merlato; un tetto tronco-conico copriva l’edificio, gravato da due corpi esagonali sovrapposti recanti le iscrizioni dedicatorie e sopportanti il trofeo vero e proprio. Il monumento misurava 32 m di altezza e 30 m di diametro. Oggi non resta, di originale che la gigantesca base cilindrica; l’attuale edificio, ricostruito, è stato inaugurato nel maggio del 1977. A 200 m dal trofeo sono visibili i resti di un grande altare funerario, elevato su cinque gradini. Nel villaggio si visita il Museo di Archeologia, che raccoglie: 48 metope e 32 blocchi dei fregi decorativi; le sculture, in calcare di Deleni, sono di grandissimo interesse storico e artistico, in quanto rappresentano l’espressione viva e diretta dell’arte popolare in rottura con i prototipi classici. Inoltre, si trova anche un’iscrizione dedicata ai soldati caduti contri i Daci sotto Domiziano (86-87 d.C.)
 
Mangalia Importante centro turistico litoraneo sul Mar Nero.
Municipio sito sul litorale del Mar Nero, cittadella greca si chiamava Callatis (sec VI a.C.); periodo di sviluppo della città, sec. III – IV d.C.
Da visitare : le moschee in stile maritano “Esmaban Sultan” (1590); acque mesotermali, terapeutiche; sanatorio balneare; spiaggia di 500 m; il museo di Archeologia Callatis; la Collezione di Pipe Mercurius; l’Edificio Romano; la Basilica di tipo siriano; il Grande Tunnel (il Sepolcro di Papirus); il muro di cinta; il Porto Antico Callatis; la Necropoli Bizantina; lago sito nel Sud della città (lung. 9,5 km), che alimenta le sorgenti solfatiche e termali (22°C), con utilizzo balneare.

 
Eforie Nord Una delle più attrezzate località balneari e di cure termali orlata da una lunga, splendida spiaggia, è situata in bella posizione nei pressi di una foresta e di alcuni laghi
 
Eforie Sud
A 4 km da Eforie Nord, è caratterizzata dalla grande quantità di fiori che ne ornano i giardini, i viali, gli edifici; una scala monumentale dà accesso alla spiaggia. E’ la più antica stazione balneare romena (il primo stabilimento fu costruito nel 1898); prima della guerra la località si chiamava Carmen Sylva, in onore della scrittrice sotto il cui pseudonimo si celava la regina Elisabetta, moglie di Carol I.
Lago Techirghiol Il vasto lago situato tra Eforie Nord ed Eforie Sud ha un tasso di salinità (60-75 g/litro) 6 volte superiore a quello del Mar Nero: se ne utilizza il fango sapropelico per fini terapeutici. Lo specchio d’acqua si presta inoltre per gli sport nautici.
La città sita ad ovest del lago viene dichiarata nel 1899 località balneare con i primi stabilimenti nel 1907. Nel 1921 viene costruito anche il sanatorio e nel 1930 viene dichiarato città.
Da visitare: il Monumento degli Eroi, costruito nel 1931; la Fontana Scolpita da I. Jalea; Schitul Santa Maria portato dalla Transilvania (Viseul de Sus) e confezionata con legno (1750); ville, complesso balneare e spiaggia.

 
Mamaia Importante centro turistico litoraneo sul Mar Nero.
Stazione balneare-climatica sita a nord di Costanza tra il lago Siutghiol ed il Mar Nero, funziona già dal 1906; molteplici disponibilità per diverse cure e trattamenti; la spiaggia ha una lunghezza di 8 km.
Neptun Importante centro turistico litoraneo sul Mar Nero
Stazione balneare-climatica sul litorale romeno nel complesso di Mangalia Nord, sita tra l’ex fiumara Comprova e il mare; riserva naturale Comprova di tipo forestiero con molte specie di quercia marroncino; lago con acqua dolce (Neptun I e Neptun II), adatto per il riposo, i trattamenti balneare e i divertimenti.
 
Saturn Importante centro turistico litoraneo sul Mar Nero
Stazione climateristica sul litorale Mar Nero sita al Nord di Mangalia con fontane mezzotermiche solforiche, entrata nel circuito turistico nel 1971. Nei dintorni si può visitare: il litorale, la fiumara Mangalia con fango sapropelico.
 
Histria    
  Rovine della cittadella greca e romana (sec. VII d.C.) sita sul lato del lago Sinoie (comune Istria). Da visitare: il museo della cittadella Histria: le vallate di terra, il muro di cinta romano-bizantino; la Porta Grande della cittadella; il Quartiere Commerciale; la Torre Grande; le Terme; le dune funerarie e una Necropoli (cca 500 ha).  


Le Montagne dei Carpazi

Monti Fagaras

 

 
  Bilea Cascada, 1234 m, ai piedi del Monte Negoiu (2535 m): da qui una funivia porta al rifugio Bilea Lac (2027 m) ai piedi del Monte Moldoveanu (2543 m), la vetta più alta della Romania, al centro di una riserva naturale di ha 200, dotata di rifugi alpini.
Da Bilea Cascada ha inizio il tratto della strada Transfagaraseanu, grande arteria realizzata negli anni ’80.
 
  Dintorni di Brasov
 
  Timpa. La collina di 960 m, ricoperta da boschi, che domina da sud la città è una riserva naturale alla quale si accede per un sentiero a serpentina aperto dal 1837; per raggiungere la vetta, da cui si apre un grandioso panorama, è tuttavia consigliabile servirsi della più comoda funivia (stazione di partenza nella strada Tiberiu Brediceanu). Sulla cima è stato costruito uno dei migliori ristoranti della città.
 
  Poiana Brasov. Altezza 1020 m, percorrendo la strada per 12 km di tornanti attraverso foreste di conifere a sud da Brasov, è tra i centri principali di sport invernali, tra i monti Poienni Brasovului a nord-ovest.
Detta “la radura del sole” per il suo clima subalpino, la località dispone di ottime attrezzature turistico - alberghiere e sportive (maneggi, campi da tennis, piscine) ed è base di partenza per numerose escursioni ai rifugi alpini; nella stagione invernale due funivie (una per il Monte Kanzel, 1653 m) e l’altra per il Monte Postavaru (1800 m) e una seggiovia per il rifugio Cristianul Mare (1705 m) permettono di raggiungere i campi da sci.
 
Le Gole di Bicaz e il lago Rosso    
  Le gole di Bicaz, massiccio del Ceahlau, dove la strada si stringe fino ad assumere l’aspetto di muraglie calcaree. Si entra nelle gole di Bicaz (chele Bicazului), lunghe 10 km, formate da rocce calcaree mesozoiche, alte 300-400 m. Tutta la zona, nel massiccio di Haghimas, forma una riserva geomorfologica, botanica e forestale; magnifico è il manto forestale (pini, abeti, tassi, faggi, ginepri). Varie escursioni montane sono possibili dalle gole, in partenza dal lago Rosso (lacul Rosu), anch’esso parte della riserva naturale del massiccio di Haghimas.
 
  Lago Rosso (Lacul Rosu), da Bicaz, attraversando i 10 km per le gole di Bicaz si arriva a Lacul Rosu, lago originato dallo sbarramento naturale per lo scoscendimento del monte Ghilcos, nel 1837; dall’acqua emergono i tronchi pietrificati dei pini e ricchissimo è il patrimonio ittico.
 
  Lago Bicaz, a nord di Bicaz la strada DN 15 porta allo sbarramento, costruito negli anni '50, che chiude la valle di Bistrata per una lunghezza di 435 m, formando un lago artificiale lungo 35 km e largo fino a 12 km. La strada DN 15 segue tutta la riva orientale del lago e quindi la breve riva settentrionale. Si effettuano escursioni con battelli turistici dal porticciolo del motel Cristina.
 
Massiccio Ceahlau    
  Si segue la strada DN 15, litoranea del lago di Bicaz, per 43 km, Poiana Largului e si attraversa l’estremità settentrionale del lago su un viadotto. Si continua poi lungo la riva settentrionale alla fine della quale si stacca a sinistra una strada che sale sul massiccio Ceahlau, per 55 km, il complesso turistico di Durau, capella costruita nel 1835.
Il massiccio del Ceahlau è dichiarato riserva naturale sia per la flora (diversi tipi di larici) sia per la fauna (orsi, linci, camosci, cinghiali).
 


Castelli

Castello Bran

 

 
  Uno tra i più noti castelli della Romania, viene costruito nelle Gole del Turco (Cheile Turcului) nel 1377-1378 sulla strada commerciale Brasov – Campulung dal cavaliere sassone Dietrich, dell’Ordine teutonico, da cui prese il nome di Dietrichstein, in seguito a un decreto di Ludovic I d’Angiò, sovrano ungherese la cui autorità si estendeva all’epoca su tutta la Transilvania, costruito in stile rinascimentale nella zona di frontiera tra la Transilvania e la Valacchia. Nel 1377 il castello fu affidato agli abitanti di Brasov; l’anno seguente ebbe inizio la ricostruzione che lo destinava a difendere il passo di Bran, più a Sud, sulla principale rotta commerciale verso Valacchia.  
Nei presi del castello si trova una dogana, conservatasi fino alla metà del secolo scorso, dove i mercanti pagavano il 3% del valore delle merci che vi transitavano.
Sede di guarnigione, all’inizio del sec. XV la fortezza è stata sotto il dominio del voivoda Mircea il Vecchio ed i suoi seguaci (sec. XIV-XV), di Sigismund de Luxemburg (sec. XV, dal trattato di alleanza antiturca concluso nel 1395) e del voivoda della Transilvania, Iancu de Hunedoara (sec. XV). Ritorna nelle mani della città di Brasov nel 1498 e ne rimase fino al 1848, anno della rivoluzione che abolì il sistema feudale sul quale si basava il dominio del castello sul territorio circostante.
Dal 1920 al 1947, il castello fu residenza della regina Maria. Attualmente, il castello è Museo di Arte Medievale.
Qui il principeVlad Tepes, detto il principe Dracula fu imprigionato.
 
  Da visitare anche: la chiesa ortodossa Paraschiva (1820); la Dogana di Bran (sec. XVIII); il Museo di Etnografia; la Casa della Fam. Puscariu, uomo di lettere; turismo rurale; punto di partenza per i percorsi turistici sui Monti Bucegi (C. Omu).
 
Sinaia - Castello Peles e Pelisor
Visita a pagamento ore 9-15.30 (la cassa chiude alle 14.30); lunedì e martedì chiuso
 
Dal monastero Sinaia si prosegue a piedi per un ampio sentiero tra i boschi che in pochi minuti sale al castello Peles. Sulla sinistra s’incontra, preceduta da una porta fortificata, il Pelisor, il castello di settanta stanze, in stile rinascimentale tedesco, costruito nel 1899-1903 come residenza estiva del re Ferdinando I; più avanti a sinistra, si erge il Foisor, padiglione di caccia, con una testa di cervo che orna la facciata, di quarantadue stanze. Proseguendo la salita si incontra un edificio, in stile tradizionale romeno, adibito a residenza estiva del primo ministro. Ritornati sui propri passi e ripreso il viale principale, giunge alla terrazza sulla quale sorge il castello vero e proprio, di cui si notano le tegole in ceramica smaltata verde, bianca e ocra che formano motivi geometrici. Nel giardino all’italiana, affacciato verso la valle, si erge la statua bronzea di Carol I (1866-1914) e vi è una profusione di balaustre, statue, vasi e fontane che provenguono da Venezia e sono opera dello scultore Romanelli.  
  L’enorme edificio fu costruito dal re Carol I nel 1873-1888, su progetto degli architetti Wilhelm von Doderer, di Vienna, e Johann Schultz, di Leopoli. Nel 1896 fu rimaneggiato e ampliato dall’architetto ceco Karel Liman. All’esterno il castello ha l’aspetto di un chalet svizzero, con elementi rinascimentali italiani e bavaresi. A sinistra, attraverso una porta, si accede a una corte rinascimentale con affreschi trompe-d'oeil alle pareti sopra i quali corre un fregio con scene di caccia all’orso. Una bella fontana sorge all’interno del cortile.
L’interno del castello Peles comprende 160 stanze, sistemate e arredate in tutte le fogge possibili, con netto predominio dell’intaglio in legno: dei veri capolavori d’arte.
Il salone d’onore: del 1911, concepito da Liman come sintesi della <<Sala Fredenhagen>> della Camera di Commercio di Lubecca e del municipio di Brema (entrambi rinascimentali) ed eseguito dall’intagliatore viennese Bernard Ludwig; alle pareti, arazzi stile Aubusson, del sec. XVIII, e i quaranta mosaici raffiguranti i castelli degli Hohenzollern; in un angolo, copia della celebre Madonna di Norimberga, capolavoro di Peter Vischer; nei corridoi, copie in marmo di Carrara di opere di Donatello e di Luca della Robbia.
Sala d’armi: splendida collezione di armi e armature dei sec. XV-XVIII.
Gabinetto di lavoro del re Carol I: in stile rinascimentale tedesco, con soffitto in noce, pareti coperte da cuoio <<stile Cordova>>, vetrate svizzere del sec. XVII.
Biblioteca: in stile rinascimentale tedesco, in noce.
Sala del Consiglio, in stile rinascimentale tedesco: vetrate inglesi dei sec. XVI-XVII provenienti dal castello di Toddington.
Antica sala da musica: risale al 1896 ed è in stile rinascimentale tedesco, arredata con mobili in legno di tek e ornata di vetrate a soggetti popolari romeni.
Sala fiorentina, in stile rinascimentale toscano: mobili italiani del sec. XVII, lampadari di Murano, copie di opere del Vasari (al soffitto) e di Rubbens, piccole tele fiamminghe del sec. XVII.
Sala delle Colonne: in stile rinascimentale italiano, su colonne ioniche e ingrandita nelle prospettive da specchi veneziani, con mobili italiani del sec. XVI-XVII, copie di celebri quadri italiani e una Madonna di scuola correggesca.
Sala da pranzo: in stile tardo-rinascimentale tedesco, presenta rivestimenti in quercia e noce, vetrate con scene cavalleresche.
Sala moresca: in stile ispano-moresco dell’Alhambra di Granada, conserva sculture di marmo di carrara, trofei di armi arabe dei sec. XVI-XVII, preziosi tappeti.
Salone turco: ricostruzione del padiglione romeno allestito per l’esposizione universale di Parigi del 1868.
Teatro: in stile Luigi XVI, rivestito di sete preziose.
 
Hunedoara - Castello Corbenestilor Visita a pagamento (solo gruppi di almeno 25 persone), ore 9-17; lunedì chiuso.  


Situato sulla collina di S. Pietro, sul fiume Zlasti, accanto al gigantesco complesso siderurgico della città, il castello dei Corvino è il più importante monumento di architettura civile gotica della Transilvania. Il nucleo più antico risale all’epoca di Vlaicu, che nel sec. XIV eresse la sua residenza, fortificandola con un muro di cinta a forma di poligono irregolare, seguendo i confini naturali dello sperone roccioso della collina.
La struttura originaria fu ingrandita e ricostruita in stile gotico da Iancu de Hunedoara (Giovanni Hunyadi) in due fasi, dal 1440 al 1453. Sotto il successore, il re d’Ungheria Mattia Corvino, il castello assunse l’aspetto attuale di fastosa dimora di un principe del Rinascimento, pur conservando l’impronta gotica (loggia a destra). Altre trasformazioni, di gusto barocco, furono apportate da Gabor Bethlen nel sec. XVII (torrione).
Il castello, ben conservato, è oggi museo storico e di antichità: tra le cinquanta stanze ornate di affreschi, bella la Sala dei Cavalieri, a due navate divise da pilastri poligonali, la Sala della Dieta, a due slanciate navate, e la capella gotica.
 
  La chiesa San Nicolae - ai piedi del castello, fu costruita probabilmente alla fine del sec. XIII. Distrutta per ordine di Giovanni Capistrano, confessore di Iancu e persecutore degli ortodossi, fu ricostruita nel 1458, col consenso di Mattia Corvino. Nel 1634 vi fu raggiunto il Pronaos; nel 1654 l’interno venne affrescato. La torre campanaria, a ovest, venne eretta solamente nel 1827.

Altri palazzi e posti da visitare

Bucarest

Bucarest - palazzo Cantacuzino

Bucarest - Palazzo Cotroceni

Bucarest - Royal Palace

Cluj Napoca - Banfy Palace

Iasi

Craiova

Oradea - Palace

Bucarest - Palazzo del Parlamento

Sibiu - Palazzo Bruckental


Monasteri della Moldavia e Bucovina (zona nord est della Romania)

Monastero Sucevita

 

 
Considerato “il gioiello verde”, tra dolci colli, è l’ultimo, in ordine cronologico, dei cinque monasteri ben conservati della Bucovina, con chiesa affrescata all’esterno. La costruzione del monastero ebbe luogo nel 1582-1584, per ordine dei fratelli Gheorghe, Ieremia, Simion Movila, nuova dinastia di voivoda che intendeva emulare il mecenatismo dei predecessori. La cinta delle poderose mura è la meglio conservata in Romania: le cortine contraffortate e merlate, di m 104 x 100, sono spesse m 3 e alte 6 m, con agli angoli tre torri ottagonali e una esagonale. La pianta della chiesa è quella resa canonica da Stefano il Grande: nartece, pronaos, cappella funeraria, naos e santuario. Gli affreschi esterni, della fine del sec. XVI, ben conservati, sono opera dei fratelli Sofronie e Ioan di Pingarati, pittori di icone e miniaturisti, che seguirono lo schema iconografico tradizionale del sec. XVI, accentuandone l’aspetto dogmatico.
 
Monastero Putna    
  Il più venerato dei monasteri moldavi. Fondato per destinarlo a propria sepoltura da Stefano il Grande nel 1466, fu ricostruito nel 1564 dal voivoda Gheorghe Stefan; le mura di cinta sono una ricostruzione del sec. XVIII, tranne la torre del tesoro, del sec. XV; gli ambienti convenuti sono del 1856. La chiesa, elegantissima, con paramento di arcate cieche divise, ha pianta a nartece, pronaos, cappella funeraria, naos con caratteristica cupola e santuario; la cripta rinserra a sinistra la tomba di Stefano il Grande (1504), della moglie e della famiglia.
 
  Nel museo (visita a pagamento) si possono vedere: documenti, oggetti di culto, ricami in fili d’oro e perle (sec. XV), rilegature in argento, manoscritti miniati (tra cui il Tetravangelo con il ritratto di Stefano il Grande, 1473), icone, intagli in legno. Nella torre d’ingresso, esposizione dedicata al massimo poeta rumeno Eminescu. Presso il monastero c'è una piccola chiesa in legno, forse la più antica del genere in Romania costruita nel 1346 dal voivoda Dragos a Radauti, e trasportata qui nel 1468 da Stefano il Grande: racchiude un iconostasi del 1468.
 
Monastero Moldovita    
  Il Monastero venne costruito nel sec. XIV per volere di Alessandro il Buono (ne rimangono le rovine) e rifondato nel 1532 dal voivoda Petru Rares, lo circonda un muro di difesa spesso di 1.20 m e alto 5 m, con tre torri (cinque in origine). Oggi è affidato ad una comunità monastica femminile. La chiesa, del tipo canonico di Stefano il Grande, presenta alcune diversità: naos sopraelevato con torre, nascete aperto da tre arcate, porte e finestre gotiche. La pianta è trilobata con abside optagonale, sottolineata all’esterno dalla presenza di nicchie allungate; la cupola, esagonale ha un doppio tamburo stellare e reca tracce di affreschi negli archetti ciechi. L’edificio è stato oggetto di importanti lavori di restauro e consolidamento tra il 1954 e il 1960.
Gli affreschi esterni (1537), collocabili cronologicamente tra quelli di Humor e Voronet, esaltano l’importanza moldava per ottenere il massimo realismo nelle scene di vita quotidiana, umanizzando i personaggi. Le tonalità dei colori sono smorzate dalla predominanza del giallo-ocra, lo schema è quello liturgico moldavo. Abside: le Gerarchie celesti e terrene, muro settentrionale, muro meridionale.
 
  Interno. Gli affreschi, ritoccati parzialmente nel sec. XVII, seguono parimenti il canone ortodosso.
Nell’antica clisarnita (refettorio) del 1612 è ospitato il Museo (visita a pagamento): parametri, oggetto di culto, icone, manoscritti, il magnifico trono del voivoda Petru Rares, un’icona scolpita e dipinta raffigurante i voivoda di Moldavia, a partire dal fondatore Alessandro il Buono, e due splendidi epitaffi dell’epoca di Stefano il Grande. I manoscritti miniati testimoniano l’attività culturale e artistica del monastero fino al sec. XVII.
 
Monastero Voronet    
Il monastero oggi è scomparso e si conserva solamente la stupenda chiesa detta “il gioiello della Bucovina”. Costruita con la consueta rapidità dal 26 maggio al 14 settembre del 1488 da Stefano il Grande, ultima delle quattro chiese volute dal potente voivoda. Lo schema è quello ormai canonico (dopo la chiesa della Trinità di Siret), e vuole essere una sintesi tra il linguaggio bizantino e quello gotico; le proporzioni ridotte mediano l’orizzontalità bizantina e lo slancio verticale gotico; la decorazione esterna accetta l’interpunzione gotica (finestre e porte) tra il bizantino. La chiesa vuole essere un omaggio di Stefano il Grande all’umile monaco Daniil, suo consigliere, che qui aveva una cappella in legno. Al tempo della costruzione appartengono le pitture (1488-1496) dell’interno del santuario e del naos.
Gli affreschi esterni rappresentano uno dei vertici dell’arte europea, dove il colore, il celeberrimo “azzurro di Voronet”, è protagonista assoluto.
Sulla facciata del nartece (1547-1550) si può intravedere il Giudizio Universale, il più famoso dell’arte moldava eseguito nel 1550 forse dal pittore Marcu.
 
Monastero Dragormina    
  Il Monastero è abitato da una comunità femminile, nei pressi di Padurea Adincata, riserva naturale; il monastero fu fondato nel 1602 dal metropolita Anastasie Crimca, erudito calligrafo iniziatore di una scuola di miniatura e grande mecenate; nel 1627 il complesso fu circondato da un giro di poderose mura con contrafforti e torri laterali, a opera del voivoda Miron Barnovschi.
Entro le mura si eleva la bellissima chiesa del 1608, prototipo delle chiese della Moldavia: stupisce per lo slancio verticale (42 m), quasi incredibile in confronto alla larghezza (appena 9.60m); la decorazione esterna ha come elementi caratteristici una rilevata cordonatura a metà altezza (il cosiddetto brau, cintura), simbolo religioso e insieme civile (la Trinità e l’unione dei tre voivodi romeni), che si ripete in tutte le chiese moldave. La cupola, su tamburo stellare, è riccamente ornata di motivi geometrici e naturalistici (questi elementi avranno la loro massima esaltazione nella Chiesa dei Tre Gerarchi di Iasi). Nell’interno stupenda la cupola di naos, con arcature segnate da rilevanti profili, simili alla cintura. Gli affreschi del naos e del santuario attestano un’esuberanza nuova nella pittura moldava. Nella vecchia scuola del 1626, l’antico refettorio gotico ospita il Museo (visita a pagamento),che raccoglie libri preziosi, manoscritti e miniati dal metropolita fondatore Crimca, un epitaffio del 1610 e un altro del 1626, entrambi capolavori di ricamo, con perle e fili d’oro e d’argento.
 

Altri monasteri e chiese: Mon. Humorului, Monastero Varatec, chiesa di Arbore, chiesa di Patrauti, ecc.
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Monasteri dell’Oltenia (zona sud centrale della Romania)
Tutta la zona a nord e a ovest di Rimnicu Vilcea raccoglie celebri monasteri, importanti per lo studio dell’arte e della civiltà valacche.

Monastero Govora

 

 
  Fu costruito nel 1496 sotto il voivoda Radu il Grande e divenne un importante centro di cultura; nel sec. XVII Matei Basarab vi installò una stamperia nota in tutti i Balcani come tipografia di libri religiosi in lingua slava e di libri di diritto e di eloquenza in lingua romena. All’inizio del sec. XVIII il monastero fu rifatto da Costantin Brancoveanu; notevoli sono gli affreschi, terminati nel 1711, l’iconostasi in legno di tiglio (1705) e le icone di artisti bulgari. Vicino il monastero Surpatele, fondato dalla moglie di Brancoveanu.  
Monastero “Dintr-un lemn” (“Di un solo legno”)    
  Il monastero femminile trae il nome (“Di un solo legno”) dalla leggenda che lo vuole originato da una cappella in legno ricavata da una sola quercia. La fondazione è attribuita al siniscalco Preda Brincoveanu, nipote di Matei Basarab, verso la metà del sec. XVII; altre aggiunte vennero apportate, nel 1684, da Serban Cantacuzino; altre ancora venero fatte dalla superiora Platonica nella prima metà del sec. XIX e dell’accurato restauro del 1938-1939. Nel cortile al cui centro c'è la chiesa, un’oasi di verde invade e rivela una profonda influenza austriaca. La chiesa, capolavoro dell’architettura valacca, è uno slanciato e stretto edificio a pianta trilobata, del tempo di Preda Brincoveanu. Due torri si alzano dal pronaos e dal naos; il portico e gli ornamenti gotico-moldavi delle finestre sono del tempo di Serban Contacuzino. Sotto il portico si nota la pietra tombale (1734), con l’aquila bicefala dei Cantacuzino.
Un locale del convento, a destra della chiesa principale, è adibito a Museo di oggetti di culto e documenti.
 
Monastero Cozia  
  Fu fondato nel 1386 dal voivoda di Valcchia Mircea cel Batrin (Mircea il Vecchio). La chiesa è un capolavoro dell’architettura nei moduli dei monasteri serbi della Morava: stupendi sono gli ornamenti scultorei esterni (intorno alle finestre e agli archi), in terracotta, che alleggeriscono la massa dei corsi alternati di mattoni e pietre; il portico d’ingresso è un'aggiunta di Costantin Brincoveanu (1707).
Interno. Presenta affreschi di eccezionaole valore: quelli del nartece e del naos, del sec. XVIII, recano i ritrati di Mircea e della famiglia di Brincoveanu, quelli del pronaos risalgono al sec. XIV; nel pronaos, la tomba di Mircea e di Teofanie, madre di Mihai Viteazul (Michele il Bravo); l’iconostasi è un pregevole lavoro di arte brancovana.
Gli edifici conventuali e le fontane del cortile sono di epoche varie; di fronte alla chiesa c'è la fontana di Brincoveanu (inizio sec. XVIII); a nord-est sorge la fontana di Neogoe Basarab nel 1517, e dietro si trova la cucina costruita da Brincoveanu nel 1711. Nel lato nord, ospita il Museo (visita a pagamento), dove si possono trovare oggetti d’arte sacra e documenti. Sul lato opposto della strada sorge, la preziosa "Chiesa dell’ospedale", eretta da Radu Paisie nel 1453, gioiello dell’architettura valacca: è un edificio a corsi alterni di mattoni e pietre, con parametro esterno ad archi ciechi; coevi sono gli affreschi interni.
 
Monastero Bistrita    
  Costruito alla fine del sec. XV, venne distrutto nel 1508 da Mihnea del Rau (Mihnea il Cattivo), rifatto nel 1520 dal nobile Barbu Craioveanu e quasi del tutto ricostruito nel 1856 dal voivoda Bibescu. Di antico non rimane che la "Chiesa dell’ospedale", del tempo di Barbu Craioveanu (affreschi del portico), e gli affreschi del tempo di Costantin Brincoveanu (1710).  
Monastero Arnota km 4 a nord-est di Bistrata, per una strada molto stretta, elevato su una collina, tra gli alberi, a dominio delle gole di Bistrata.  
  Fondato nel 1633 da Matei Basarab e decorato di pitture murali nel 1644, fu ritoccato nel 1695 da Costantin Brincoveanu; gli edifici conventuali vennero ricostruiti nel 1852-1856. La chiesa è del tipo tradizionale (pianta tribolata, ornamentazione a nicchie), con portico e torre del pronaos del tempo di Brincoveanu; gli affreschi risalgono quasi tutti in quest’epoca; nel naos, la tomba (1648) del vornic (governatore) Danciu, padre di Matei Basarab.  
Monastero Hurez km 47 a ovest, a destra della strada DN 67.
 
  Costituisce il capolavoro e il prototipo dell’arte brincovana, voluto e costruito (1688-1697) da Costantin Brincoveanu; gravi danni vengono recati al magnifico complesso nel 1787, durante la guerra russo-austriaco-turca; un lungo restauro nel 1957 ha ridato al monumento l’aspetto originario. All’ingresso del monastero si trova la cappella di Sfintul Mihail, chiesa del villaggio, del tempo di Costantin Brincoveanu. All’esterno, il monastero si presenta come una bianca fortezza chiusa da muraglie; dal lato meridionale si entra nel cortile esterno, con le antiche scuderie a destra e una fontana del 1838 davanti alla torre-portico che immette nel cortile interno.
La chiesa principale, vero gioiello architettonico, magnificamente equilibrata nel volumi, ha la consueta pianta triconca con portico, pronaos, naos absidato e santuario triabsidato.
Gli edifici conventuali sono aperti su tre lati, verso il cortile, da due ordini di eleganti arcate; una ricca scala sale al notevole portico di Dionisie, voluto nel 1752 da Dionisie Balacescu (rifatto nel 1872); dal portico si sale alla galleria superiore per visitare i fastosi interni: l’appartamento degli igumeni, l’antico appartamento voivodale e la cappella superiore (1706), ornata di affreschi e con una magnifica iconostasi del tempo.
La visita del Museo è a pagamento, che annovera: oggetti di culto, parametri, candelabri, libri manoscritti e miniati, icone popolari del sec. XVII.
 
Monastero Polovragi, km 67 a ovest, a destra della strada DN 67.
 
  In uno splendido quadro naturale, all’uscita delle gole dell’Oltet, sorge questo monastero iniziato nel 1643 da Danciu Paraino e terminato da Costantin Brincoveanu. La chiesa principale, che rispetta i canoni tradizionali, reca affreschi del 1703 (sul muro d’ingresso il Monte Athos, di un pittore greco e ritratti di personaggi principeschi; iconostasi del 1700); nella Biserica Bolnita (chiesa dell’ospedale) del 1736 si trovano affreschi coevi. Presso il monastero si aprono le chele Oltetului (gole di Oltet), lunghe 1 km e con pareti alte 100 m; all’inizio, a sinistra, si interna nel monte, per 900 m, la grotta Polovragi, ricca di concrezioni.
 

 

Città medievali

Sighisoara

Una delle più affascinanti località medievali della Romania, vera città-museo, giace nascosta nella valle del fiume Tirnava Mare, nella Transilvania centrale. Situata in area trilingue, la città porta anche il nome magiaro di Segesvar e quello tedesco di Schassburg.Fondata alla fine del sec. XII da coloni sassoni, Castrum Sex resistette all’ondata tartara (1241) e divenne nel sec. XV città libera: per oltre due secoli fu governata dalle corporazioni che le diedero ricchezza e splendore. E’ patria del celebre voivoda di Valacchia Vlad Tepes (Vlad l’Impalatore, noto col nome di principe Dracula) che vi nacque tra il 1431 e il 1435.La Cittadella (Cetatea) è la più bella e meglio conservata di tutta la Romania. Risale in gran parte al sec. XIV, quando fu ampliata e rafforzata la costruzione, in maniera affrettata, dopo le distruzioni tartare del 1241; si conservano 9 delle 14 torri originarie e un sentiero permette di fare un giro completo della cittadella che ha un perimetro di circa un chilometro: partendo dalla torre dell’orologio, verso est si incontrano case gotiche dai delicati colori e torri, tutte abitate, una delle quali ospita una piccola deliziosa scuola.

 
  Le torri ancora esistenti sono:
- la Torre dei Fabbri;
- la Torre dei Calzolai a forma di piramide esagonale;
- la Torre dei Macellai del sec. XIV;
- la Torre dei Sarti dal sec. XIV, di modeste dimensioni;
- la Torre dei Ramai, rettangolare alla base, ottagonale nel fusto ed esagonale nella copertura.
Infine, la Torre dell’Orologio, alta 39,5 m. è il simbolo di Sighisoara. Fu costruita nei sec. XIII-XIV e nel 1556 venne gravemente danneggiata da un incendio, ma fu poi ricostruita nella forma originaria. Nel 1891 il tetto fu ricoperto di tegole di ceramica policroma smaltata. Presenta un carillon di figure mobili, alte più di un metro e raffiguranti i giorni della settimana (che si spostano ogni giorno a mezzanotte), che risale al 1648.  
  Dal 1898 la torre è sede del Muzeul de Istorie (Museo di Storia), (visita a pagamento, ore 9-15.30, lunedì chiuso), articolato in otto sale, dove vengono custoditi interessanti pezzi che illustrano la storia della città dell’epoca dacia al sec. XIX:
Sala 1: insediamento della Dacia, conquista romana, età feudale con un plastico della cittadella nel 1735.
Sala 2: il sistema difensivo della cittadella e la corporazione dei falegnami.
Sala 3: collezione di mobili transilvani dei sec. XVI-XVII ed esposizione sulle corporazioni degli artigiani e dei mercanti.
Sala 4: Sighisoara nel sec. XVII;Sala 5: mobili ed oggetti d’uso quotidiano dei sec. XVII-XIX;
Sala 6: agricoltura;
Sala 7: ricostruzione di un’antica farmacia;
Sala 8: collezione di orologi.
Dalla loggia della torre il panorama spazia sulla città moderna e sulla valle del fiume Tirnava Mare; da qui è anche possibile osservare il meccanismo dell’orologio e del carillon.
     

Sibiu

Storia.
La località, strategicamente importante, venne fortificata dai Romani (Cibinum); nel sec. XII fu colonizzata, come tutta la Transilvania, dai Sassoni dell’Ordine teutonico e prese il nome di Hermannstadt. Dopo la distruzione tartara avvenuta nel 1241, la città rinacque e, tutelata dai privilegi di città libera governata dalle corporazioni, giunse rapidamente ad essere uno dei centri più importanti della Transilvania, provincia dell’impero austriaco e centro del risveglio del popolo rumeno.

 
  La cittadella.
Piazza Gravita, stretta tra le case che dominano il giro della cittadella, immersa in un quadro suggestivo, è la piazza più raccolta delle tre che si trovano all’interno della prima cinta muraria.
Museo Brukenthal.
(Visita a pagamento, ore 10-17; lunedì chiuso). Ha sede nel palazzo del barone Samuel Brukenthal (1721-1803), cancelliere della Transilvania sotto l’imperatrice Maria Teresa; l’edificio, costruito nel 1785, ricalca con splendido effetto le forme assunte dal barocco nella capitale austriaca. Nato presso Sibiu, l’aristocratico transilvano, appassionato collezionista d’arte, alla sua morte lasciò l’immenso patrimonio, comprendente collezioni di archeologia, di numismatica e di mineralogia, ma soprattutto d’arte, alla chiesa luterana; ordinato dal famoso storico Frimmel, il museo fu aperto al pubblico nel 1817. Il museo ha più sezioni:
 
  1.Sezione archeologica: Arte greca e romana, oggetti in oro, altari e rilievi;
2. Sezione decorativa e di arte popolare: ceramiche transilvane e sassoni dei sec. XVI-XIX, tessuti fiorentini, oreficeria barocca;
3. Galleria di arte universale e nazionale: espone opere della collezione d’arte raccolta da Brukenthal (pittura barocca considerata la più ricca d’Europa – oltre 1.000 tele);
4. Pittori fiamminghi e olandesi: H. Brugghen, van Mierevelt, van Dyck, J. Brueghel, D. Teiniers I e II, F. Snyders, Frans Francken I, II e III, van Poel, van Poelenburg, H. Janssen, J. De Heusch, P. van Mol, J. Fyt, J. Van Weenix, J. De Momper, R. Savery, van de Venne;
5. Pittori tedeschi ed austriaci: H.S. Wertinger, F.C. Janneck, J.H. von Halszel, von Aachen, A. Faistenberger, G. Hinz, J. Kupetzky, P. Troger, L. Strauch;
6. Pittori italiani: T. Lombardo, M. Stanzione, scuola di Salvator Rosa, D. Fiasella, scuola di Paris Bordone, L. Caracci, Veronese, Parlotto, A. Galli Bibbiena, A. Magnasco, S. Ricci, S. Conca, scuola di Carlo Dolci, E. Sirani, A. Pozzo, G. G. Sementi, raccolta di stampe, comprendenti opere di A. Tempesta, G.B. Tiepolo, G.B. Piranesi, A. Durer, S. Gessner, L. Kilian, E. Sadeler, H. Hondius I, J. Callot;
7. La pittura rumena: N. Grigorescu, S. Luchian, I. Andreescu, N. Tonitza, G. Petrascu, T. Pallady, I. Teodorescu, S. Dimitrescu, V. Popescu, L. Grigorescu, S. Cucurencu, D. Ghiata, C. Baba.
8. Biblioteca: 300.000 volumi tra i quali manoscritti miniati, e 383 incunaboli.
 

Delta del Danubio (1 : 850.000 | 1cm = 8,5 km)

Delta del Danubio

Abitanti: 150.000.Una delle regioni più suggestive della Romania e dell’intera Europa, mondo d’acque e di terre dai limiti indefiniti, popolato da una fauna e flora del tutto particolari; l’ambiente subtropicale offre paesaggi di altissima suggestione, introvabili altrove nel continente.Non è solo la terra più giovane d’Europa, ma anche quella in più rapida e continua trasformazione, vero laboratorio naturale vivente.

  Clima: domina il clima della steppa, temperato dalla presenza del mare e degli stagni. La temperatura estiva è più fresca che all’interno del continente (media 25° C), quella invernale è meno rigida (media 0° C); le precipitazioni sono inferiori a quelle dell’interno, nevica raramente. I venti sono abbastanza forti, in aumento dall’interno verso il mare.  
Flora: ci sono 4 zone differenti sotto l’aspetto botanico. Si distingue la zona del canneto, che serve all’industria chimica per la produzione di cellulosa, carta, tessuti fini, ecc; inoltre le canne servono a recintare e coprire le case.
Altre piante che si possono trovare sono: le ninfee bianche e gialle, le piante carnivore, l’iris, l’acetosella, il salice, la cicuta. Nelle altre zone si trovano altre piante come: il convolvolo, l’euforbia, la coda di volpe; come anche piante arboree: salici e pioppi svettano sotto un ricchissimo sottobosco di tamerici, rovi, trifoglio, convolvoli, salicornia.

Fauna: Le acque del Delta forniscono metà del prodotto ittico romeno; 110 specie di pesci vi sono state identificate, come: la carpa, il siluro, il luccio, ecc.
Il grande profitto viene dai pesci migratori, quali lo sgombro, lo sterletto, e soprattutto dallo storione, fornitore del prezioso caviale.Le specie di uccelli individuate sono circa 300, di cui 74 extraeuropee: il Delta è un vero proprio punto d’incontro delle migrazioni (6 direzioni nelle migrazioni primaverili e 5 nelle migrazioni d’autunno).

Tra gli uccelli si possono incontrare: i passeri, i cardellini, i verdoni, le taccole e alcune specie di anatre.
Altri uccelli compaiono solo in primavera ed in autunno, come il piviere, la cicogna nera, il beccaccino, il codone. Si fermano d’estate per la riproduzione, e ripartono in autunno; inoltre si trovano altre specie di anatre, l’usignolo, il cigno reale, il cormorano, il fenicottero e il pellicano, quest’ultimo ospite più pittoresco del Delta.
A seconda della provenienza, si possono distinguere uccelli originari dell’Asia (alcuni avvoltoi, l’airone bianco, il germano reale, il cigno reale, il cormorano); dalla Siberia vengono la beccaccia comune, il gufo dalla coda lunga, il colombo polare, diverse specie di anatre, il moriglione, alcune specie di oche.
Di origine mongola e proveniente dal sud è il pellicano.

Molti di questi uccelli sono strettamente tutelati e ne è proibita la caccia e la raccolta delle uova.
Rane e serpenti innocui abbondano nelle acque del Delta; la vipera velenosa fa la sua apparizione nelle vicinanze di Letea.
Notevole è il numero dei mammiferi: lontre, donnole ed ermellini sono cacciati per la loro preziosa pelliccia; abbastanza diffusi sono il cinghiale, la volpe, il gatto selvatico, più rara la lepre; il cane viverride, raro, è presente in Europa solo in questa regione.

 
Visita del Delta:
Da Tulcea, speciali battelli della Navrom effettuano servizi regolari sui bracci principali del Danubio. Ci sono agenzie di turismo che forniscono informazioni sulle escursioni su botel, con cabine a due letti, che durano da uno a tre giorni con partenza da Tulcea, Murighiol, Crisan e Sulina.
I canali secondari, i laghi, gli stagni sono accessibili solo a piccole imbarcazioni: i pescatori di Murighiol, Crisan e delle altre località arrotondano i loro guadagni offrendosi come guide a bordo delle loro caratteristiche barche a remi: questo tipo di escursione è sicuramente più interessante perché permette di cogliere aspetti autentici della vita degli abitanti del Delta, ma si consiglia di contrattare sul prezzo.
Nelle abitazioni dei pescatori, inoltre, è possibile gustare la buona zuppa di pesce appena pescato.
E’ vietato, oltre che pericoloso, addentrarsi nei canali del Delta senza la guida di un buon conoscitore del luogo; è pericoloso bere acqua del fiume; non si cerchi di pernottare all’aperto se non si possiede l’attrezzatura necessaria (è indispensabile proteggersi dalle zanzare, particolarmente noiose in estate).
 
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