Lo sviluppo dei Mass-Media in Romania: Analisi e prospettive

Introduzione

Nel tempo la comunicazione e il linguaggio sono cambiati. Oggi con la messa a punto di sofisticate tecnologie l’uomo è riuscito a superare il vincolo spazio-tempo.
La comunicazione insieme all’alta tecnologia, hanno portato ad un cambiamento nel comportamento e nello stile di vita. Dalla televisione e sino alla comunicazione multimediale (computer, Internet ed altre forme interattive), l’affollamento dei messaggi trasmessi persuadono ed intrattengono i riceventi in modo che ci si aspetti un feedback attivo.
In Romania, nell’ex paese comunista, si sta avviando il successo della comunicazione di massa. Se fino a qualche anno fa la disinformazione era la padrona di casa, e i mass–media erano dominati e monopolizzati dal regime, oggi 23 milioni di persone ascoltano le notizie alla radio, fruiscono a scelta di cinque o sei canali nazionali televisivi, si aggiornano e si informano, e navigano su Internet.
Difatti, dopo la caduta del regime comunista i mass–media hanno fatto dei grandi progressi. Lo strumento di propaganda e di controllo del paese è stato trasformato in una funzione comunicativa–informativa con influenze notevoli per lo sviluppo economico, politico, sociale e culturale del paese.
Dove prima esisteva solo un canale statale radiotelevisivo, si sono sviluppati più di 6 canali nazionali televisivi, di cui 2 sono statali e 4 privati. Le reti statali e private radiofoniche si fanno concorrenza a vicenda e lottano per persuadere e coinvolgere, per quanto è possibile, una fascia più ampia di audience.
La radio presenta una percentuale di ascoltatori in media del 30% - 35% della popolazione. Esiste una radio nazionale che trasmette sulle frequenza di onde modulate (F.M.) su tutto il territorio e trasmette in onde corte nel campo nazionale. A livello locale ci sono oltre 5 reti di trasmissione radiofonica nelle zone di Costanza, Iasi, Timisoara, Cluj-Napoca, Bucarest ed altre zone in cui esistono anche emittenti private. Anche le reti televisive locali e zonali sono più o meno le stesse. Le reti sia televisive sia radiofoniche sono controllate direttamente dal Consiglio dei Ministri tramite il Consiglio Nazionale Audiovisivo (C.N.A.V.).
La televisione statale nazionale ha due canali televisivi che trasmettono via etere e via satellite, facendo comunque concorrenza diretta con le reti nazionali private. Le principali reti private nazionali sono: “Antenna 1”, “Pro TV”, “Tele 7 ABC”, “Prima”, “Acasa”.
Ci sono anche delle reti locali, che trasmettono nelle diverse zone.
La Televisione Romena (TVR) è il foro principale di informazione e di cultura educativa nazionale. I videoricettori sono circa 9 milioni. I canali TVR1 e TVR2 sono reti statali con una frequenza di trasmissione nazionale. Trasmettono anche programmi nelle lingue minoritarie come l’ungherese, il tedesco e lo slavo.

Le dinamiche dell’indipendenza dei media nella Romania post – Ceausescu

Un gran numero di intellettuali rumeni erano costretti dalla dittatura a scendere a dei compromessi morali e quindi politici. La dittatura totalitarista di Ceausescu era così perfettamente organizzata che non si poteva pubblicare un libro, ottenere un dottorato, ricevere una promozione all’università, frequentare una conferenza o pubblicare un articolo, se prima non adulavi i due Ceausescu, se non esprimevi la fedeltà verso di loro e se non li elogiavi.
Lo sviluppo dei mass media nella Romania post - Ceausescu ha evidenziato una tendenza allarmante di ritorno ai metodi comunisti di controllo e di subordinazione. Questo è dimostrato da un esame dettagliato di come i vari media hanno costruito gli eventi della rivoluzione della fine del 1989.
C’è certamente una varietà di opinioni sul tema, inclusi i punti di vista dei “nostalgici di Ceausescu”, ma persino i quotidiani dell’opposizione hanno adottato la versione ufficiale dei punti chiave di questi eventi, in particolare sulla caduta dell' ex regime.
Questi fattori suggeriscono che il concetto dell’indipendenza dei media è stato male interpretato in Romania. I media rumeni sono sia il prodotto, sia la causa del carattere corretto e fragile della giovane democrazia rumena.
Indubbiamente, la realizzazione più significativa nei media post –Ceausescu è stata la creazione di una considerevole parte della stampa libera dal controllo dello Stato. Le pubblicazioni private solitamente e vigorosamente criticano gli ufficiali di governo e informano il pubblico delle loro azioni scorrette.
Ad un livello più alto, la Romania soffre chiaramente degli stessi problemi nelle relazioni dei media di Stato, come in tutti gli altri paesi dell’Europa dell’Est.
A causa del completo controllo dello Stato sulle istituzioni politiche e civili sotto il regime comunista e la necessità per queste istituzioni di essere indipendenti affinché la democrazia possa sopravvivere e prosperare, la maggior parte degli studiosi ha considerato la questione della fine del controllo da parte dello Stato su queste sfere, di somma importanza.
In termini di retorica ideologica, i racconti degli eventi di Dicembre '89, variano molto in base all’orientamento politico nella quale appaiono. Questo riflette le vere differenze ideologiche che dividono lo spettro politico rumeno.
Uno sguardo più attento a questi racconti, tuttavia, rivela un consenso decisivo e inaspettato in tutta la stampa rumena che riguarda i dettagli di quello che esattamente è accaduto nel Dicembre 1989.
Questi dettagli servono per difendere gli interessi dell’istituzione dominante della ex “securitate”. Tali dettagli servono a revisionare la storia del Dicembre 1989 e convenientemente a minimizzare e cancellare il ruolo della “securitate” (in particolare di alcuni staff e unità) nell’inibizione sanguinosa dell’insurrezione e nella resistenza all’espulsione di Ceausescu.
La vita delle istituzioni dei mass–media rumeni rappresentano il territorio dei più visibili, rapidi e spettacolari cambiamenti. Questi si classificano in una logica di media “a due velocità”: si accentua l’incompatibilità tra l’evoluzione della stampa e il settore dell’audiovisivo. Così, la crescita del numero delle società, la privatizzazione e la diversificazione dei tipi di prodotti sono stati realizzati prima e velocemente nella stampa, arrivando dopo e più lentamente al settore dell’audiovisivo.

Il Sistema dei mass-media e la storia dei media in Romania

Il settore della radiotrasmissione ha un’importanza centrale per lo sviluppo del settore audiovisivo europeo. Il numero delle emittenti radiotelevisive a livello nazionale e internazionale sta crescendo velocemente.
Il processo di differenziazione è accelerato dall’andatura molto veloce del cambiamento tecnologico.
Allo stesso tempo la radiotrasmissione rivela un crescente orientamento commerciale. Il fatto è riflesso, tra le altre cose, dall’astensione continua e interessata delle reti nazionali e internazionali dalla concentrazione degli affari.
Lo sviluppo dei media nazionali, oggi, tuttavia, non può essere considerato come un fenomeno isolato. L’esame dei media deve andare oltre le frontiere nazionali con uno sguardo comparativo ai sistemi dei media di altri paesi. Questo è possibile solo sulla base delle informazioni che riguardano lo sviluppo storico, sulle basi legali e dell’organizzazione, sulle persone e sulle istituzioni chiave, sui programmi e sul loro contenuto, sul loro uso e sulle tendenze di sviluppo nei paesi sotto esame.
Questa è la missione centrale dell’Osservatorio Audiovisivo Europeo che permette ai professionisti AV (Audiovisivi) di tutta Europa di accedere rapidamente e facilmente alle informazioni su questi argomenti. Per raggiungere questo scopo, è stata sviluppata una serie di servizi e pubblicazioni specializzate, che copre principalmente gli aspetti statistici, legali e di mercato dell’industria televisiva nei 34 paesi Europei.
Il libro dal titolo: “Statistical Yearbook. Film, Television, Video and New Media” (“Il libro annuale di statistica. Film, Televisione, Video e nuovi Media”), ora nella sua quarta edizione, fornisce un numero di dati in continua crescita che spaziano dai profili di mercati televisivi individuali, alla produzione di dati di programmazione.
Storia radio-tv.
La prima trasmissione radio in Romania fu trasmessa nel 1928. Al primo programma nazionale ne è seguito un secondo nel 1954 e un terzo nel 1963. Attualmente tutti i programmi possono essere captati in tutta la nazione.
La televisione rumena cominciò ad operare nel 1956. Nel 1968 nacque un secondo canale televisivo, sebbene potesse essere captato solo dal 40% della popolazione. Dal 1983 entrambi i canali trasmettono in PAL.
Da un punto di vista organizzativo la radio e la televisione in Romania sono stati accorpati fino al 1994 (Radiotelevisione rumena – Radioteleviziunea Romana; tr.rom.) sotto la direzione del presidente nominato dal leader del Partito Comunista.
Fino alla Rivoluzione Rumena avvenuta nel Natale del 1989, il canale televisivo in Romania aveva il marchio del Capo dello Stato, Nicolae Ceausescu. Dato che le informazioni che venivano veicolate per mezzo della televisione erano molto limitate ed alterate, la popolazione cercava di captare anche canali serbi, ungheresi e bulgari.
La Rivoluzione rumena ha permesso a numerosi gruppi della popolazione di installarsi i propri trasmettitori. Così nel Dicembre 1989 a Timisoara un piccolo gruppo di persone creò la prima alternativa alla televisione di Stato rumena.
Nella primavera del 1990 furono progettati i primi piani per creare una televisione nazionale indipendente; così fu creata la compagnia televisiva indipendente SOTI. In seguito furono portati avanti dei tentativi per creare un consorzio di trasmettitori indipendenti, ma non fu prima del Dicembre 1991 che SOTI fu in grado di trasmettere per la prima volta un programma della durata di un’ora che poteva essere captata a Bucarest e nelle principali città della Romania.
Nonostante questo, il monopolio di stato radiotelevisivo non cessò di esistere fino alla campagna elettorale all’inizio del 1992, quando fu trasmesso un servizio giornalistico sui candidati alle elezioni dei partiti della durata di 1 ora.

Cronologia:
Nel 1908 appare l'emittente della Marina e dell’Esercito, il canale Telefunken da Herastrau - Bucarest (su 1.400 m di lunghezza d’onda) destinato alla telegrafia senza fili.
Nel 1927 appare il canale dell’Istituto Elettrotecnico. Sempre nel 1927 – appare il canale della Baneasa (Bucarest) e il 1 novembre 1928 alle ore 17 si inaugura il canale nazionale di radio in Romania.
Nel 1928 viene fondato l' “Istituto Elettronico Emil Petrascu” e il 1 novembre 1928 diventa trasmettitore provvisorio a 120 W con sede nell'edificio della strada Bethelot. L’edificio occupava 500 metri quadri più la vecchia costruzione della Radiodiffusione. Nel 1929 diventa l’emittente più potente. Alla Baneasa l’edificio era di 10 ha, la lunghezza di 364,5 m.
Nel 1937 si effettua il primo collegamento via cavo tra Bucarest e Brasov e così si istituisce il primo laboratorio della Radiodiffusione e nel 1941 a Iasi si inaugura l’emittente Radio – Moldova, Carpazi, Bucegi, Arges, Dobrogea, la prima grande emittente a 10kw.
Nel 1944, la radio diventò il primo strumento della politica della dittatura di Antonescu con la propaganda fascista. Sempre nella stessa epoca comincia a trasmettere clandestinamente il canale del partito comunista della Romania “Romania Libera” e un'altra rivista: “Magazin Istoric”. Il 23, 24 agosto dello steso anno, l'edificio di Radio Bucarest (Baneasa) – viene bombardato; nello stesso periodo compaiono altre radio come: Radio Romania (Bucarest 1), Radio Dacia Romana e Bod, Radio Carpazi, Radio Bucegi, post Baneasa – Bucarest 1 e Tincabesti – Bucarest 2 costruita nel 1943 in una baracca.
Nel 1945 viene emanata la legge nr. 277/962 del 1945 e nel 1948 si effettua la fusione del canale Romania Libera, continuando però ad esistere il canale clandestino dell'organizzazione del PCR (Partito Comunista Romeno) e comincia la diffusione della rivista “Il Secolo della Radiofonia”.
Nel 1952 si costruisce la casa moderna della Radiodiffusione.
Nel 1963 si inaugura il terzo programma nazionale di radio con le trasmissioni in 13 lingue captato in 100 paesi del mondo e si istituisce un Foro di Educazione Comunista.
Nel 1971 si emana il Decreto nr. 302/15 sett. 1971 e la Legge nr. 61/1971 e si istituisce il Comitato di Stato della Radiotelevisione Rumena, che ha come scopo lo sviluppo della conoscenza socialista – comunista, promuovere la cultura e la concezione marxista – leninista, diventando così uno strumento di manipolazione del governo con programmi come: Radiojurnal, Bollettino di Notizie, Le Ore della Sera, La Memoria della Terra Rumena, Miorita, Atlas Folcloristico, Ode alla Lingua Rumena, Teatro Breve, serial e documentari.
Nel 1999, appaiono due emittenti tematiche, via cavo, ATOMIC (palinsesto musicale per adolescenti e giovani) e FOX KIDS (per bambini).
Nel 2000 lo sviluppo della televisione in Romania degli ultimi due anni attrae una visibile revisione dell'industria della pubblicità. I budget della pubblicità delle emittenti televisive nel 2000 sono cresciuti circa del 49% rispetto al 1999.
Nel 2001 c'è stata una percentuale di crescita di questi budget di circa l’17%-19%. Il valore della crescita influenzerà l’economia a livello generale (come ad es. la richiesta di acquisto da parte del consumatore finale, rappresentato soprattutto dal telespettatore).
L’anno 2001 prevede il lancio di nuove emittenti televisive, con copertura nazionale e/o regionale, offrendo un’alternativa in più lo spettatore televisivo, sottolineando l’aspetto della concorrenza, già esistente nel mercato della televisione in Romania
Dal punto di vista della distribuzione della televisione, affinché il quadro del fenomeno tv degli ultimi dieci anni possa essere completo, deve essere sottolineata la penetrazione, con la ponderazione maggiore urbana (70% della popolazione urbana), delle trasmissioni via cavo della televisione.
A livello nazionale, le trasmissioni via cavo coprono il 43,4% del totale delle case attrezzate con almeno un apparecchio televisivo (cioè 6.737.257 di case, che rappresentano il 86,2% del totale degli immobili a livello nazionale).


La Televisione e il suo sviluppo. Canali televisivi e palinsesto

La Televisione Pubblica
La Televisione rumena, la Società Rumena di Televisione (Societatea Romana de Televisione – SRTV) ex televisione di Stato ed ora pubblica, ha ancora un’importanza centrale nella formazione dell’opinione pubblica in Romania.
Nel 1994 e nel 1995 il primo canale TVR1 raggiungeva l’85% delle quote di inserimento.
TVR1 è anche la sola emittente che copre tutta la nazione (può essere captata da più del 95% della popolazione). Questo spiega perché c’è ancora molta pressione politica sul canale.
TVR2, il secondo canale, ha una copertura tecnica solo del 40-50%, ma può essere captato in tutte le principali città della Romania.
TVR International è diretta ad un’audience straniera con 4 ore di programmazione giornaliera, trasmessa via satellite.
Ci sono anche 4 stazioni televisive regionali pubbliche a Iasi, Cluj, Craiova e Timisoara, che trasmettono 14 ore di programmi a settimana usando le attrezzature di TVR1.
C’è un forte interesse nell’includere i canali televisivi del pubblico servizio nella rete degli operatori della televisione via cavo.
In base ai risultati aggiornati di una ricerca sull’audience, TVR1 ha perso un numero considerevole di utenti, a favore di emittenti private commerciali, in particolare a favore di coloro che hanno una copertura totale della nazione.
Inoltre, SRTV soffre di fondi insufficienti, di uno stato precario per quel che riguarda la direzione, di un numero di membri appartenenti di staff molto alto (attualmente 3.000 impiegati) e di un coinvolgimento eccessivo in un’area politica.

La televisione privata

Sebbene la tv di Stato attualmente sia l’unica emittente con una audience nazionale, questo non è determinante per l’entrata pubblicitaria, dato che la popolazione delle aree rurali (più del 40% della popolazione totale) ha redditi più bassi e quindi i pubblicitari sono molto più interessati alle aree urbane, dove il potere di acquisto è maggiore e dove la copertura da parte di emittenti televisive private è di solito molto buona.
A livello locale esistono una serie di emittenti televisive locali, la maggior parte delle quali hanno risorse molto limitate e sono ostacolate dalle grandi emittenti televisive. Come risultato, le notizie sono prodotte usando delle risorse scarse e la programmazione è costituita da spettacoli e film economici.
Le tv private sono circa 80 di cui le principali sono:

Pro TV: è stata lanciata nel ’95 dalla Central European Media (CME) e dalla romena Media Pro International (MPI). CME possiede il 77% del canale, e ha già investito 20 milioni di dollari nel progetto. PRO TV copre il 46% del territorio nazionale. I piani di programmazione prevedono il lancio di canali monotematici per lo sport e per il cinema, e per questo motivo CME intende utilizzare circa 100 ricevitori per sistemi satellitari al fine di incrementare l’attuale penetrazione. Una ulteriore espansione sarà raggiunta usando video digitali, migliorando così la qualità di ricezione in tutta la Romania.

TELE 7 ABC: è stata lanciata nel settembre del 1994 con un costo di circa 25 milioni di dollari. Il canale è per l’80% di proprietà di Marcel Avram, un investitore tedesco, ed il rimanente 20% è diviso fra investitori locali, tra cui Paul Opris, Borsan Aurel e Mihai Cargiog (quest’ultimo è proprietario della casa editrice Express, il principale gruppo media in Romania, che pubblica diversi quotidiani e riviste, tra cui il “The Daily Event”, il più importante quotidiano rumeno).

ANTENA 1: ha una copertura di circa il 50% del territorio e trasmette via etere, via cavo e via satellite (in digitale, attraverso Eutelsat 4). Il canale ha una programmazione generalista ed uno share dell'1,5% (dati 1995). Va in onda 24 ore al giorno ed il 44% dei suoi programmi è rumeno.

La struttura dei palinsesti dei principali canali

Tra i generi più trasmessi dalla televisione rumena ci i sono serial e i telefilm, i film, i programmi di cultura e di educazione, le news e i programmi sportivi.
TVR 1 e TVR 2 danno meno spazio ai film rispetto alle televisioni private, privilegiando news e programmi culturali ed includendo nel proprio palinsesto anche notiziari regionali e programmi per le minoranze di lingua tedesca e ungherese.
PRO TV dedica molte ore ai serial/ telefilm e ai documentari/programmi culturali nei giorni feriali, e più ore ai programmi per bambini nel week-end.
Sia Antena 1 che Tele 7 abc trasmettono televendite per più ore al giorno nei giorni feriali.

La Televisione via cavo e via satellite

La televisione via cavo

La televisione via cavo si è sviluppata rapidamente fin dalla sua nascita nel 1992, anno in cui sono state introdotte leggi specifiche per regolamentare il mercato. La penetrazione della televisione via cavo in Romania è tra le più alte dei paesi dell’Est e la crescita del settore negli ultimi anni è stata velocissima: il paese è passato dalle 82 emittenti televisive locali dall’inizio del 1995, ai 251 operatori via cavo della fine dello stesso anno.
Alla fine del 1995 gli operatori presenti nel paese servivano 2,5 milioni di abbonati, registrando un tasso di penetrazione del 63% rispetto al totale di tutte le emittenti esistenti.
Oltre alla diffusione dei collegamenti, il rapido successo della TV via cavo può essere attribuito al basso costo dei pacchetti, che in media vengono a costare mensilmente 3.674 Lei (1.80 $), con un’offerta che varia fra i 16 ed i 28 canali. Sul totale, 55 operatori producono i propri programmi.
Rispetto agli altri paesi dell’Est, tuttavia, la Romania ha trovato più difficoltà nell’attrarre capitali stranieri interessati ai network via cavo, pur non avendo restrizioni legislative sulla proprietà straniera delle tv private. La legislazione carente e il forte controllo dello Stato, che ancora limita la libertà di parola dei media, fanno infatti da deterrente agli investimenti esteri.

I principali operatori del settore

Chanel 7 alla fine del ’95 aveva in totale 15.000 abbonati ed un tasso di penetrazione dell’8,3% rispetto alle case cablate. Attualmente offre un pacchetto di 24 canali, 6 dei quali sono rumeni e 18 stranieri (tra cui RTL, SAT1, Pro Sieben, VOX) ad un costo di circa 3.500 Lei al mese (1.70 $).

UPC (United and Philips Communications), una joint venture fra UIH e la Philips Media, è il più importante investitore straniero nel settore della TV via cavo.

SRVTC, la Società Romena per la TV Via Cavo, fondata nel 1991, è stata la prima associazione del settore in Romania.

PACC (Associazione Professionale per le Comunicazioni via cavo), è stata fondata nell’aprile del 1994 dagli undici maggiori operatori rumeni. I membri della PACC nel ’96 hanno servito 700.000 abbonati.

Setron Cable è uno dei più grandi operatori all’interno della PACC, con 250.000 abbonati (rispetto ad un totale di 400.000 case cablate), ed un tasso di penetrazione del 62%.

Televisione via satellite, pay-tv, tv digitale

Il costo elevato dell’equipaggiamento necessario alla ricezione via satellite ha determinato in Romania una bassa penetrazione di antenne satellitari. Trasmettono via satellite i canali privati Pro TV e Antena 1 (in digitale), e il canale pubblico TV Romania International.
La pay-tv è un fenomeno ancora limitato in Romania, si sta lanciando la tv via cavo di HBO (Time Warner).

Audience e concorrenza

Con la nascita delle emittenti private nei primi anni ’90 si è registrata una forte crescita delle ore complessive di programmazione televisiva.
La rilevazione dell’audience è effettuata da CSOP Gallup, utilizzando un campione di 850 adulti (11 anni ed oltre) sul territorio nazionale, e 290 adulti (11 anni e oltre) a Bucarest. (novembre 2000).
I generi trasmessi più spesso da emittenti pubbliche e private sono serial/telefilm, programmi culturali/documentari, film, news e programmi sportivi.
L’attualità rappresenta quasi il 30% della trasmissione televisiva ed i film occupano il 20-30% del palinsesto.


LA RADIO

Breve storia della radio

I più importanti uomini di scienza, per lo sviluppo della radio, sono stati: Heinrich Rudolf Hertz che riuscì, nel 1887 a produrre onde elettromagnetiche e Aleksandr Stepanovici Popov, che realizzò nel 1894 l’antenna.
Queste due scoperte hanno creato le condizioni necessarie per colui che è considerato il “padre della radio”: Guglielmo Marconi, che realizzò nel 1895, il primo collegamento radio, usando la trasmissione e la ricezione nello spazio di un messaggio con l’aiuto delle onde elettromagnetiche.
Edison realizzò, alla fine degli anni 1870, la prima registrazione della voce umana sul suo apparecchio, il cosiddetto fonografo e, nell’anno 1896, Guglielmo Marconi, attraverso la sua esperienza a Pontecchio, vicino Bologna, trasmise la voce con l’aiuto delle onde elettromagnetiche.
Dopo la prima guerra mondiale furono fatti alcuni tentativi di trasmettere musica via radio, per creare dei dischi da ascoltare con il grammofono.
Il 15 giugno 1920 rappresenta il cambiamento radicale del nuovo mezzo di comunicazione di massa a favore del pubblico. Dalla stazione di Chelmsford (USA) fu trasmesso un concerto della cantante Nelle Melba, che fu captato in tante regioni americane. Nello stesso anno, a Pittsburgh fu istituita, la prima emittente ufficiale di radio.
I programmi trasmessi, le notizie e la musica nei posti più lontani del mondo dettero la possibilità alle persone di conoscere gli eventi che accadevano nel mondo.
Ancora alla metà del XX secolo, gli uomini politici hanno usato la radio come mezzo di propaganda. Come esempio, si può citare Hitler che ridusse a metà la stampa, bruciò dei libri, e considerò la radio un mezzo di raccolta collettiva delle conoscenze, utilizzandola per comunicare.
E’ importante il fatto che la radio sia diventata un nuovo mezzo di trasmissione delle varie informazioni, un partner della stampa scritta, della televisione, del sistema dei mass – media, ecc.
All’inizio della vita della radio le notizie venivano prelevate dai quotidiani, senza nessuna preparazione dei testi, non riuscendo in questo modo a rispondere al nuovo mezzo di comunicazione.
Poi le modalità pubbliciste sono state perfezionate e adattate a questo nuovo supporto. Nello stesso tempo, appare la nuova professione di redattore radio, nella quale colui che vuole svolgere la professione ha bisogno di qualità specifiche e di conoscenze vaste di radio pubblicistica.

Emittenti radiofoniche e frequenze nazionali e locali ed il loro palinsesto

Le emittenti radiofoniche pubbliche

La stazione radio del pubblico servizio in Romania, (“Societatea Romana de Radio –SRR”), che è istituzionalmente indipendente dal 1994, manda in onda i seguenti programmi, per un totale di 127 stazioni di programmazione:

Radio Romania Attualità (Radio Romania Actualitati), trasmette su via terrestre su varie onde radio e può essere captata in tutta la Romania;

Radio Romania Culturale (Radio Romania Cultural) trasmette un programma culturale in onda media e può essere captata dall’85% del paese;

Radio Romania Gioventù (Radio Romania Tineret) può essere captata nel 70 % del paese in onda media e in VHF;

Radio Romania International è diretta agli ascoltatori stranieri; trasmette 40 ore a settimana in 17 lingue.

Radio private

Sebbene esistano numerose emittenti radio locali, ci sono principalmente tre grandi networks:

RADIO CONTACT (8 licenze di programmazione e 7 compagnie consociate);

UNIPLUS (7 licenze di programmazione);

PRO FM (16 emittenti radio, alcune delle quali sono società consociate).

Tutte stanno cercando di ottenere ulteriori licenze. Radio Contact (che trasmette musica contemporanea) e Radio Pro FM (che trasmette programmi per adulti) hanno iniziato a trasmettere via satellite e stanno cercando di estendere la copertura dei loro programmi attraverso altre stazioni, emittenti locali, associate.
In questo modo Radio Contact ha già raggiunto un gran numero di consensi. Sia Radio Contact, che appartiene alla Radio Contact belga di proprietà di RTL, sia PRO FM, che appartiene al gruppo CME, hanno grandi risorse finanziarie e utilizzano attrezzature e studi molto costosi. Utilizzano formati di programmazione molto ben pianificati e hanno buoni contatti con le agenzie di pubblicità.
A Bucarest c’è un’altra emittente interessante, Radio Total, che è stata recentemente acquistata da una società francese appartenente al gruppo HERSANT. Ha già investito nel marketing, ha assunto dei presentatori molto noti e ha definito il suo profilo e genere di musica ‘middle of the road’ e ‘golden oldies’.

UNIPLUS, il terzo network importante, si è sviluppato grazie all’eccezionale spirito di squadra e all’entusiasmo del suo management team che è costretto a lavorare con scarse risorse.
Nonostante questo, in due o tre importanti aree, sono stati in grado di conquistare una grande proporzione di audience al di fuori di Radio Contact.
Mentre all’inizio Uniplus era diretta ad una audience giovane e giovanissima, ha poi cambiato direzione verso un contenuto più per adulti. I suoi svantaggi principali sono che a Bucarest, ha una licenza di “frequenza dell’Est”, che le sue attrezzature sono meno evolute di quelle dei networks più grandi, che ha risorse finanziarie scarse, che hanno a lungo significato che essa non è in grado di trasmettere via satellite, che le avrebbe permesso di espandersi attraverso società consociate, come hanno fatto Radio Contact e Radio Pro FM.
Ci sono altre emittenti che detengono un numero di licenze, ma nessuna è mai stata nella posizione di creare un vero network. Un’eccezione è RADIO 21, legata all’ex partito governativo PDSR, e che detiene 20 licenze.
Nella parte orientale del paese, NORD EST aveva un network di 4 emittenti radio e ci sono altre società che gestiscono due o tre emittenti radio.
Inoltre CINEMAR possedeva numerose emittenti radiotelevisive nella parte occidentale del paese (3 emittenti televisive e 2 emittenti radio via terrestre).

LA STAMPA

La trasformazione degli anni ‘60

I giornali hanno registrato una crescita straordinaria delle tirature ed hanno assunto una notevole forza economica.
Sono state modernizzati sostanzialmente i mezzi tecnici del processo e della stampa (raccolta e monitoraggio computerizzato, rotativi a grande velocità e tiraggio, ecc.), i mezzi di trasporto di grande velocità e le reti di distribuzione.
Lo shock provocato dal settore audiovisivo si è fortemente accentuato.
Il fotoreportage e le riviste illustrate, come tipo di pubblicazione conoscono uno sviluppo senza precedenti, queste dominano la piazza della stampa attraverso la tiratura e la cifra d’affari. L’immagine ha cambiato anche la configurazione di alcuni quotidiani, del collage fotografico, oppure degli altri elementi grafici, che rompono la “monotonia” del testo.
Allo stesso tempo, lo spazio pubblicitario della carta stampata ha cominciato a somigliare ad uno dei momenti statici del clip pubblicitario diffuso sul piccolo schermo. Lo slogan pubblicitario, non accompagnato dall’immagine oppure come collage di immagini, è diventato una rarità nelle pagine delle pubblicazioni.
Tutte queste sono effetti dell’adattamento della “Galassia Gutenberg” alle nuove abitudini del lettore formate in seguito al nuovo “statuto” dell’uomo, quello del telespettatore.

La stampa

“La Libertà”, esce subito dopo la rivoluzione dell’89. E’ un giornale che ha circa 16 pagine a pagamento e un inserto gratuito. Le prime e le ultime pagine sono a colori.
“Romania libera” è un giornale nazionale che contiene articoli di politica, economia–finanza e commercio, di notizie ed attualità, articoli sociali–culturali e di sport. Si può anche trovare un numero notevole di pubblicità e annunci diversi.
“La Verità” è un giornale nazionale che cerca di inquadrare gli articoli e le notizie principali in ordine di importanza. Ci sono delle pagine dedicate alla notizia del giorno, alla politica, all'industria, agli affari e al commercio, allo sport e al divertimento.
Altri giornali nazionali sono: “La parola”, “Il Corriere”, “L’evento del giorno”, “Il Quotidiano”, ed altri.
Le riviste mensili più importanti sono: “La Tribuna Economica”, “La Moda”, “Magazzino”, “Il Mondo”, “Il Monitore Officiale”, “La Scintilla”, “Il Teatro Oggi”, “La Borsa”, “La rivista di chimica”, “Il Cinema”.
Nel giugno 1990, “Adevarul” ("La Verità") e “Romania Libera” avevano 1,5 milioni di tirature al giorno, “Tineretul liber” ("La Gioventù Libera"), “Dreptatea” ("La Giustizia") e “Azi” ("Oggi") avevano 700.000 copie, ed i settimanali “Expres” e “Zig–zag” avevano una tiratura di circa 600.000 copie a settimana.
Nel giugno 1992 i due quotidiani ricordati scesero a 200.000 – 250.000 copie al giorno, gli altri sotto le 100.000 ed i settimanali a 80.000–100.000 copie.
Alla fine del 1996, “Adevarul”, “Romania Libera” ed "Evento della Giornata" hanno raggiunsero una tiratura tra 100.000–150.000 copie al giorno, le gazzette sportive quotidiane tra 80.00–100.000 copie, alcuni quotidiani (come "Il Giorno" e “Jurnalul National” ("Il Giornale nazionale")) avevano 40.000–70.000 copie, e gli altri quotidiani intorno a 20.000 copie al giorno.
Il mercato dei settimanali è dominato da “Formula AS”, "Accademia Catavencu" e "VIP", pubblicazioni d’intrattenimento, con una tiratura di 70.000–100.000 al giorno e "Capitale", il solo settimanale tematico di successo, con una tiratura di 50.000 copie al giorno.
Queste cifre mostrano l’evoluzione sinuosa, inversamente simmetrica, della relazione tra la dinamica dei settimanali e dei quotidiani: il periodo degli anni 1990–1991 segna un’esplosione dei settimanali d’informazione e di commenti politici.
I settimanali d’informazione e di commenti politici spariscono oppure ritornano come periodici di intrattenimento; accanto a loro si impongono le pubblicazioni tematiche, di profilo economico
L’esplosione all’inizio è stata provocata da alcuni fattori fra i quali:
- la sete di lettura del largo pubblico; in seguito alla sparizione delle restrizioni imposte dal regime comunista, le restrizioni che hanno portato a diverse frustrazioni ed aspirazioni non ancora adempiute, le più diverse categorie sociali sono indirizzate verso i mass – media, in cui vedono un fornitore d’informazioni rapido e meno caro, d’intrattenimento e di opinioni;
- la sovraofferta dei temi d’interesse generale
- i costi ridotti di produzione, vista negli anni 1990 la stabilità dei vecchi prezzi delle risorse naturali, dell’energia elettrica ed anche della forza lavoro, prezzi molto al di sotto del valore reale di questi prodotti;
- le leggi amministrative e le normative che hanno permesso la funzione delle società al di fuori di un controllo finanziario rigoroso, atto che ha portato all’accumulo rapido di capitale;
- la convinzione generale che il giornalismo può essere praticato da ogni persona, senza una preparazione, senza la responsabilità delle normative di lavoro e senza un‘etica professionale specifica, che ha portato sul mercato giornalisti meno qualificati e spesso riciclati.
Dopo il 1992, la diminuzione delle tirature e la nuova dinamica delle pubblicazioni sono state il prodotto dell’evoluzione sociale, economica e culturale, che, senza mettere da parte l’interesse del pubblico per il consumo del mass–media, hanno creato nuove attrazioni e nuove priorità. In quest’ambito devono essere rivelati i ruoli e le cause:
a) diminuzione della forza di acquisto del largo pubblico, in un periodo in cui, sullo sfondo delle difficoltà generali dell’economia, sono cresciuti in modo spettacolare i costi di produzione e la diffusione dei giornali e delle riviste;
b) riduzione dell’interesse per la vita politica, per la vita pubblica in generale,
c) esplosione del privato nell’ambito dell’audiovisivo, che offre una vasta gamma di forme di intrattenimento (ed implicitamente di evasione) a prezzi infinitamente più bassi rispetto ai prodotti offerti dalla stampa;
d) apparizione di un quadro legislativo ed amministrativo più coerente e severo, atto che ha portato alla crescita delle condizioni fiscali, secondo le quali sono state messe in pratica delle forme di stimolo tradizionali di aiuto della stampa da parte dello Stato;
e) diminuzione della credibilità dei giornalisti e dei mass – media, che non sono più percepiti come forze capaci di influenzare le evoluzioni sociali e politiche.
Il quadro della stampa di questo periodo è marcato dalla relazione ambivalente tra il campo dei giornali nazionali e di quelli locali; fino ad oggi non esistevano affiliazioni evidenti, nonostante la volontà d’integrazione tra le testate centrali e regionali. In molti casi, i giornali locali rappresentano delle riflessioni in contenuto e stile delle testate centrali, non riuscendo, con alcune eccezioni, a crearsi una vera e propria identità.
Nonostante queste deficienze di ordine qualitativo, le testate locali sono sempre di più richieste dal pubblico, cosa, che rende più debole la pubblicazione dei giornali centrali nazionali in alcune regioni del paese.
Questa realtà fa sì che soltanto 5-6 testate si possono definire come “nazionali”, mentre il resto ha uno statuto ambiguo, marcato dall’assenza di un’audience chiara, di un territorio di diffusione e implicitamente di una ragione reale di esistere.
La stampa si è stabilizzata definitivamente nel “modello liberale” – la maggior parte delle istituzioni si presentano come indipendenti rispetto alle risorse di finanziamento politico o amministrativo. Dopo il 1992, i giornali di partito hanno perso qualsiasi credito; questi si sono sciolti oppure si sono convertiti in pubblicazioni che non vengono considerate “organi di partito” sia pur conservando una certa valenza politica.

Testate nazionali, locali e la loro audience potenziale

Ricerche IMAS

L'IMAS (Istituto di Marketing e Sondaggi), fondato nel 1992 e specializzato in sondaggi di opinione e studi di marketing ad alta tecnologia, collabora con AGB Data Research per la misurazione dell’audience (attraverso il sistema peoplemeter).

Metodologia City Media
- interviste ogni giorno per due settimane, anche nei weekend di porta in porta;
- metodo “day after recall” (il giorno seguente il contatto con il mezzo di informazione);
- procedura di raccolta: questionario; distribuzione giornaliera e uniforme delle interviste (50 interviste/giorno, per 2 settimane);
- quote giornaliere: la selezione degli intervistati si effettua scegliendo il sesso, l’età, l’attività svolta e le località;
si scelgono gli indirizzi all’ interno della località;
- il questionario è abbastanza approfondito e può concretizzare l’immagine precisa dell’audience dei media locali e nazionali nella città desiderata;
- si tiene conto della professione, del sesso, dell’età, dei beni a lungo termine, degli apparecchi TV e apparecchi radio;
- per quanto riguarda la radio e la televisione, il questionario distingue il target in funzione dell’apparecchio radio in uso, della ricezione dei canali radio, della notorietà e dell’assistenza dei canali radio, delle abitudini di ascolto, dell’audience del giorno precedente (di quarto d’ora in quarto d’ora);
- per quanto riguarda i giornali, il questionario tiene conto dell’audience dei quotidiani, dell' audience settimanale e mensile (pubblicazioni nazionali e locali);
Il controllo della qualità si effettua secondo il seguente criterio: gli abbonati della rivista City Media Survey sono invitati a partecipare ai comitati d’istruzione della rete di operatori e a verificare insieme al Servizio di Operazioni del Posto il lavoro degli operatori; almeno il 15% del totale delle interviste sono effettuate direttamente oppure tramite il telefono; si usano dei programmi speciali per introdurre i dati, protetti con chiavi di accesso; i dati sono disponibili già dopo una settimana dalla raccolta.

La pubblicità

Secondo l’informazione dell’Agenzia di pubblicità di Leo Burnett, la televisione ha fatto la parte da leone di tutta la spesa in pubblicità, che nel 1995 ammontava a circa 90 milioni di dollari: il 70% è andato alla televisione, il 9% alla radio, il 14,7% alla stampa e il 6% alla pubblicità esterna. Questa è una situazione molto diversa rispetto al resto dell’Europa, persino in Ungheria, dove la stampa ha il 35% del mercato pubblicitario.
La spesa in pubblicità pro-capite in Romania (4 dollari) è molto più bassa rispetto ad altri paesi in transizione (ad es. la Repubblica Ceca: 25 dollari). La maggior parte delle spese in pubblicità è affrontata dalle multinazionali.
I clienti della pubblicità preferiscono la televisione perché il mercato dei quotidiani è ancora relativamente limitato. Un’altra ragione importante per la grande proporzione del mercato pubblicitario indirizzato alla televisione, è che le più importanti emittenti televisive rumene conquistano, diversamente dalla stampa, il mercato intensivo e la ricerca dell’utente, e questo si adatta bene al target delle agenzie di pubblicità.
La pubblicità del tabacco in radio e in televisione è proibita dalla legge in Romania. Questa proibizione è stata spesso elusa da una pubblicità intelligente indiretta; alcuni marchi internazionali sono spesso presentati in televisione. Se, tuttavia, come probabilmente avverrà, il divieto di pubblicizzare il tabacco alla radio e in televisione sarà più forte, un’importante entrata della pubblicità televisiva sarebbe ridotta.
D’altra parte, la crescita economica in continuo aumento significa un incremento della pubblicità, e tutti i media beneficeranno di questo.


Il mercato pubblicitario televisivo.
La pubblicità televisiva

La spesa pubblicitaria televisiva rappresenta l’81% della spesa pubblicitaria complessiva, seguita in importanza dalla spesa pubblicitaria su stampa.
Secondo i dati forniti da Amer Nielsen Reasearch Romania, le spese in pubblicità televisiva e su stampa ammontavano nel 1995 a 51 milioni dollari, registrando un incremento del 10% rispetto all’anno precedente.
Le politiche di vendita dei canali romeni sono molto diverse le une dalle altre. Da una parte la politica dei canali pubblici TVR1 e TVR2 è fortemente regolata e rigida, dall’altra Antena1 presenta tassi di sconto e commissioni che variano senza una regola fissa. I più organizzati sono i canali privati PRO TV e Tele 7 abc, con il più basso costo sul mercato e con chiari sistemi di ricarico e trasparenti condizioni di vendita.
La Commissione Nazionale Audio-Televisiva (CAN) limita la trasmissione di pubblicità al 7% nei canali pubblici, e al 15% in quelli privati. L’autorizzazione a trasmettere le televendite prevede un massimo del 5% delle trasmissioni della tv pubblica e del 15% delle trasmissioni delle televisioni private. La televisione pubblica può trasmettere un massimo di 6 minuti di pubblicità l’ora, mentre le televisioni private un massimo di 9 minuti l’ora.
In Romania la pubblicità di alcuni prodotti è soggetta a restrizioni, come nel caso del tabacco e delle bevande alcoliche. Il pubblicizzare il tabacco è vietata, mentre i messaggi pubblicitari riguardanti bevande alcoliche non possono essere indirizzati ai minori, non possono associare l’alcool all’efficienza fisica, né suggerire che sia di beneficio alla salute. La pubblicità di farmaci OTC e di armi da fuoco ed esplosivi devono essere approvate dai Ministeri di competenza.

Principali agenzie pubblicitarie
- GRAFFITI BBDO
- LINTAS PLUS
- CLIP McCANN ERICSON
- BATES SAATCHI & SAATCH
- YOUNG & RUBICAM

Maggiori investitori sul media televisivo
PROCTER & GAMBLE
RODAE AUTOMOBILI
COCA COLA
WRIGLEY’S
PEPSI
FERRERO
BAT
UNILEVER
STAR FOODS
Fonte: Kagan Media/ Società Romena della Televisione


Conclusioni di una ricerca della Rai sull'opportunità di aperture di nuovi canali televisivi nei paesi dell'Est

Il contesto competitivo è decisamente dinamico ma non ancora affollato. Peraltro la stessa cautela adottata dagli investitori esteri in queste aree ed i possibili fermenti nazional - protezionistici suggeriscono l’opportunità di vagliare attentamente le tendenze politiche ed economiche dei mercati esaminati ed il loro sviluppo a medio termine.
Esiste peraltro una domanda di “nuovo” ed un’apertura all’occidente, cui il nuovo canale potrebbe fornire una risposta adeguata qualificandosi in tal senso e guadagnando l’ascolto dei pubblici locali.
In tale ottica va definito il suo posizionamento che sembrerebbe doversi orientare più sulla dimensione europea che su quella strettamente italiana.
La conoscenza dell’Italia è infatti limitata e la sua immagine appare legata a dimensioni stereotipi di natura turistica non adeguati a connotare il palinsesto anche se valorizzabili, ed attraenti, come componenti dello stesso.
La proposta di un nuovo canale ha suscitato complessivamente più curiosità (in tal senso si interpreta la forte propensione all’ascolto) che interesse e coinvolgimento.
Per contro, difficilmente avrebbe potuto suscitare entusiasmo o interesse più vivaci data la natura stessa della proposta sottoposta ai rispondenti: testuale e non audio-visiva, limitata a pochi elementi di carattere strutturale, descrittiva e non spettacolare.
Due conclusioni possono quindi essere tratte a riguardo:
· la diffusa curiosità ed attrazione verso il “nuovo” possono influire positivamente sulla propensione iniziale all’ascolto del nuovo canale;
· la propensione effettiva del pubblico potrà esprimersi meglio dopo il riscontro con realtà, ovvero dopo l’esplosione ai suoi programmi. Sarà quindi determinante definire il palinsesto ed i suoi contenuti a misura degli orientamenti e dei gusti di telespettatori.
La ricerca fornisce inoltre alcune indicazioni chiare:
· il carattere ed il “respiro” del palinsesto devono essere europei e non italiani;
· le news giocano un ruolo strategico e, se caratterizzate da un taglio innovativo, possono dare un contributo decisivo all’immagine ed all’appeal del nuovo; le news devono ovviamente connotarsi come libere ed autonome;
· l’ambito delle news dovrebbe essere europeo ma non solo: sembrerebbe infatti necessario coprire in qualche misura anche gli eventi locali per creare una maggiore vicinanza psicologica tra canale e pubblico. Un’ipotesi interessante ma da verificare è quella di riprendere eventi locali dandone una lettura occidentale;
· Rilevante all’interno del palinsesto è anche il ruolo di film, telefilm/serial, programmi musicali e giochi. Per quanto riguarda i film, l’offerta della concorrenza appare piuttosto ricca ed agguerrita poiché in larga misura dal mercato internazionale. Nell’ambito di telefilm e serial, anch’essi in buona parte acquistati all’estero, sembrerebbero esistere maggiori opportunità considerando che l’offerta attuale viene giudicata di scarsa qualità.
· Più difficile è la valutazione dei generi musicali e giochi che richiederebbero un’analisi diretta e specifica. Va però ricordato che questi sono presenti in misura preponderante nei palinsesti della concorrenza e che (come i telefilm e serial) contano su un'audience televisiva assidua (donne) che li giudica sostanzialmente validi.
· Nella documentaristica potrebbe trovare spazio anche la dimensione italiana del canale con programmi verosimilmente attraenti per il pubblico, sulle città d’arte, sulla natura, sulla cultura e costumi. Sempre in questo ambito è emersa una richiesta di programmi educativi ed, in misura minore, incentrati sullo sport e sulla natura.


Internet

Da un indagine effettuata da IMAS per Internet si rileva che il 3,5% della popolazione utilizza Internet e gli abbonati a Internet sono circa 800.000.
Solo negli ultimi due anni INTERNET (dal ‘99 in poi) comincia a prendere piede.
Le prime tre televisioni posizionate sul mercato, a livello nazionale, rispettivamente TVR 1, Pro Tv e Antena 1, hanno già i loro siti web. Pro Tv e Antena 1 offrono la possibilità di seguire in diretta su internet alcune trasmissioni con grande audience pubblica.
L’immagine di questi due emittenti sono promosse attraverso una comunicazione diretta con il pubblico telespettatore e le sue preferenze.
Sebbene timido, a causa dei costi relativamente elevati, l’accesso della popolazione ad Internet è relativamente ridotto, però con una forte tendenza alla crescita esponenziale negli ultimi due, tre anni.
L’accesso a Internet sarà molto più facilitato in seguito allo sviluppo della rete di telefonia mobile (la concorrenza tra queste compagnie telefoniche è diventata un bene per la popolazione attraverso i costi di abbonamento ridotti rispetto a Romtelecom (telefonia di monopolio) ed attraverso i pacchetti di promozione di grande attrazione, specialmente per i giovani.
Internet costituirà per il mercato televisivo in Romania la chiave del prossimo futuro, come metodo di promozione.


Media ed investimenti esteri.
La visione generale

Fino al 1996 la presenza di investitori occidentali nel settore dei media rumeno, eccetto qualche eccezione, è stata rara. Le motivazioni per la reticenza degli investitori stranieri erano sia economiche sia politiche. La situazione economica precaria del paese significava che gli investimenti non erano abbastanza redditizi.
Diverse compagnie internazionali di media, stanno attualmente manifestando un interesse per il mercato rumeno. HBO voleva iniziare a trasmettere film sottotitolati in rumeno dal novembre del 1997; Metro Media sta acquistando delle reti via cavo; molti altri progetti in vari campi dei media stanno prendendo piede.
Normalmente questo è un buon segno, dato che la competizione è molto intensa nei media; il volume di investimento è considerevole ed è una questione di ritorno sull’investimento a lungo termine.
Sebbene attualmente non ci sia nessuna restrizione alla partecipazione straniera nelle imprese dei media rumeni, ci sono buone ragioni per pensare che il Governo proverà ad introdurre questo tipo di restrizioni in futuro.
Il settore dei media è nondimeno un’industria transnazionale, e le tecnologie come la ricezione diretta del satellite, web-casting, ecc., fanno si che sia improbabile che restrizioni del genere saranno effettive.
Lo sviluppo del settore dei media in Romania, soprattutto nella trasmissione privata, sarà fortemente condizionata dallo sviluppo generale dell’economia.

La situazione legislativa

In Romania non esisteva una legge della stampa fino al 1995.
Il settore audiovisivo si è stabilizzato attraverso due leggi: “La legge audiovisiva” (1992), e “La legge sulla istituzione e l’attività della Società Romena di Radiodiffusione e della Società Rumena di Televisione” (1994).
La prima ha un carattere tecnico e stabilisce la modalità per accordare la licenza per i posti locali di radio, di televisione e via cavo. Essa ha portato all’Istituzione del Consiglio Nazionale Audiovisivo e al processo di distribuzione delle frequenze in un ritmo che ha superato di molto l’evoluzione del settore audiovisivo degli altri paesi.
La seconda legge definisce il modo di funzionamento delle istituzioni del servizio pubblico. Ma la situazione politica ed i blocchi parlamentari hanno fatto si che a solo 3 anni dalla promulgazione della legge, la situazione della Televisione Pubblica Rumena era confusa, in quanto lavorava ancora sul sistema del 1990. Il quadro giuridico in cui si sviluppa l’attività audiovisiva è completato dalle “Norme della pubblicità sul settore audiovisivo”.
Va citata, inoltre, la “Legge per la sicurezza della Romania” (1991) e “La legge per il segreto di Stato” (1972, non abrogata), e gli articoli 205 e 207 del “Codice Penale” (con incidenza sull’attività dei mass media).
La struttura legale per la trasmissione in Romania si trova principalmente nella Costituzione (articoli 29-31), nella Carta Audiovisiva, nella Carta della Radiotelevisione pubblica, nella Carta della Protezione del Copyright, nella legislazione economica e nelle decisioni del Consiglio Nazionale Audiovisivo (CNA).
Questa struttura legale non è il risultato di un attento processo di crescita; nel complesso è più che altro, un’adozione non uniforme di diversi modelli di regolamentazione stranieri. Questo ha portato a delle disposizioni contraddittorie e al fallimento nella regolazione di intere aree. La Carta Audiovisiva dei Media è stata adottata in Romania nel 1992 e, nonostante i continui deficit, regolamenta in particolare l’autorizzazione e l’attività della programmazione di radio e televisioni private.
La Carta ha stabilito il Consiglio Nazionale Audiotelevisivo come organo supervisore competente e autorità regolamentare. Questo è costituito da 11 membri, nominati dal Presidente (2); membri dal Governo (3), membri dal Senato (3) e membri dalla Camera dei Deputati (3). Il lavoro del CNA, documentato nel suo rapporto annuale al Parlamento, è soggetto alla supervisione del Parlamento rumeno.
Il CNA può anche formulare delle regolamentazioni nel campo audiovisivo. Nel passato questo includeva la garanzia del diritto di risposta, lo standard per la programmazione della pubblicità o l’utilizzo del tempo di programmazione dai partiti politici. Le decisioni del CNA di allocare le frequenze negli ultimi 5 anni e fin dalle elezioni nel novembre del 1996, hanno provocato l’aumento di forti dibattiti.
Si riteneva che il CNA favorisse le compagnie di programmazione più vicine all’ex partito governativo (PDSR), che ha perso nelle elezioni di novembre, e che il CNA non avesse criteri né chiavi per il rilascio di licenze di programmazione. La legislazione rumena non fissa delle restrizioni di alcun tipo per la partecipazione straniera in aziende audiovisive. Un’azienda del settore audiovisivo non può, tuttavia, detenere più del 20% direttamente o indirettamente in un altro progetto del settore.
Un altro punto importante che vale la pena menzionare, è la Carta del Copyright per la protezione della proprietà intellettuale, che è stata adottata nel giugno 1996. Questo ha facilitato la strada per condizioni di mercato più civili e più vicini a quelle degli altri paesi europei.

 
Tutti i diritti riservati ® Copyright 2004 © Transilvaniaonline - by Ludusan Dorian aggiornato il 20-mag-08