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Transilvaniaonline - Altri posti turistici della Romania da visitare
Altri posti turistici consigliati da visitare
Le Terme
| Sovata |
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Città sita nel bacino superiore del fiume Tarnava
Mica in Transilvania, stazione termale in funzione dal 1850
utilizzata per diverse cure. Nelle vicinanze si trovano i
laghi: Ursu, Alunis, Verde, Negru, Rosu, Mierlei, Serpilor
con acque clorurate e sodiche; la salinità è
di 30-50 g/litro.
La zona è dichiarata riserva naturale forestiera in
cui ci sono delle querce secolari. Si pratica anche la caccia
sportiva.
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| Terme Herculane |
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Città sita sul fiume Cerna, tra i Monti Cerna e Monti
Mehedinti. Stazione termale con acque termali e minerali
usate per curare i reumatismi.
Da visitare:
- la stazione (1889, stile barocco) ;
- la chiesa ortodossa (sec. XIX);
- la statua di Ercole (1847);
- il palazzo del Casinò (1862), oggi museo;
- le rovine della stazione termale romana;
- la Grotta dei Ladri (Pestera Hotilor), con orme paleolitiche
e neolitiche;
- il ponte di pietra sul fiume Cerna;
- riserva naturale Coronini – Bedina sui Monti Cerna.
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| Terme Felix |
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Stazione termale del sec. XIX, a sud di Oradea, conosciuta
dal sec. XIII per le acque termali con bicarbonato, con leggera
radioattività usate nel trattamento termale; anche
complesso alberghiero con scivoli termali; fonte artesiana
forato nel 1885 con il più grande debito di acqua termale
della Romania (17 mil/litri/giorno). Si può visitare
il Parco Cvercinee con specie esotiche di piante. |
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| Terme Olanesti |
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città sita nella depressione Sottocarpatica Olanesti,
sul fiume Olanesti.
Stazione termale con fontane minerali. Da visitare: il Parco
dell’Unità, la chiesa ortodossa di San Nicola
(1746) con affreschi murali originari, la chiesa di legno
“San Pantelimon” (Chiesa di Horea), la chiesa
San Giovanni Battista (1820) con affreschi originari; le case
popolari di tipo valceano, la Casa Badescu (1718); la Casa
Olanescu (sec. XIX). |
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| Terme Homorod |
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Stazione balneo – climaterica di interesse locale
con acque solforiche, clorurate, sodiche, ferruginose; siti
per bagni caldi; vulcani fangosi, riserva geologica. |
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| Terme Tusnad |
Città del 1968 e stazione termale-climatica sita
nella parte Sud della provincia Harghita, nel delta omonimo
formato dal fiume Olt che traversa i monti Harghita con clima
montano, con fontane di acque minerali carbogassose, ferruginose,
ricche di bicarbonato conosciute dal sec. XVII, usate per
cure interne..
Da visitare: il lago Ciucas, la chiesa ortodossa Madonna Addormentata
(1939); percorsi turistici in montagna con sentieri verso
Piatra Soimilor, il lago Santa Ana e Tinovul Mohos. |
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| Terme Turda |
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stazione termale-climatica di interesse locale sita nel
Sud Est della città di Turda. I bagni sono in funzione
nella vecchia miniera di sale, alcune dai tempi dei romani.
Le acque minerali sono raccomandate per il trattamento e le
cure di diverse malattie. |
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| Terme Persani |
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Stazione termale-climatica stagionale nel Sud Est della
depressione Subcarpatina Fagaras sulla valle omonima a 1,5
km dal villaggio Persani, con acque minerali clorurate (scoperte
nel 1928), sodiche, con bicarbonato, ricche di calcio, ferruginose,
fango di torba, fontane in funzione (18,4 g/l), siti per bagni
caldi, bacini; località turistica. |
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| Terme Puturoasa |
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Stazione termale-climatica stagionale (fontane solforiche)
nel bacino del fiume Talna, a sudovest dei monti Ignis; percorsi
turistici sui monti Ignis, accesso da Negresti-Oas. |
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| Terme Rodbav |
Stazione termale-climatica stagionale sul fiume Rodbav,
con fontane minerali clorurate. |
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| Terme 1 Mai |
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Stazione termale-climatica a Sud di Oradea nella Campagna
Miersing con acque termali (cca 30 fontane con temperature
di 28° - 42°C) conosciute dal sec. XIII e valorizzate
dal sec. XVIII. Nei dintorni si può visitare il lago
Petea con piante endemiche (Nimphaea lotus termalis) e gasteropode
(Melanopsis). |
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| Terme Govora |
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Città dal 1972 sita nella depressione subcarpatina
Govora, sul fiume Hinta, stazione termale. Nelle vicinanze
si può visitare il monastero Govora (sec. XV).
Da visitare: il Padiglione dei bagni (sec. XIX); il villaggio
vacanze Silva
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| Ocnele Mari |
Città dal sec. XVI sita nei Subcarpazi Valcii sul
fiume Sarat. Stazione termale-climatica con lago salato.
Nei dintorni si può visitare la chiesa ortodossa Madonna
Addormentata (sec. XVI) con affreschi del 1746; villaggio
vacanze con possibilità di vitto e alloggio. |
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Mar Nero
| Costanza |
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Porto principale della Romania e città più
importante del litorale pontico, è centro industriale
(cantieristica navale), commerciale e turistico.
La storia.
La gloriosa Tomis nasce forse alla fine del sec. VII a.C.
come semplice emporio della vicina e potente Histria, colonia
fondata dai Greci di Mileto nell’Asia Minore; compare
nella storia durante il III sec. a.C., contesa tra i Greci
milesi di Histria e i greci dorici di Kallatis (odierna Mangalia).
Alleata, contro Roma, di Miriade VI Eupatore, re del Ponto,
viene conquistata nel 71 a.C. dal console romano Terenzio
Marrone Lucullo; torna libera nel 62 a.C. sotto il console
C. Antonio Hybrida; soggiace nel 44 a.C. ai Geti e, nel 28
a.C. ai Romani di M. Licinio Crasso. Dal 9 al 18 a.C. Tomis
ospita un esule illustre, il poeta Publio Ovidio Nasone, che
qui scrive i celebri “Tristia” e le “Epistolae
ex Ponto”, e qui muore. Sotto Roma la potenza di Tomis
cresce con il declinare di Histria, inghiottita dalla sabbia;
Diocleziano ne fa la capitale della Scythia Minor. Investita
dai Greci e dai Gepidi, è annientata nel sec. VI dagli
Avari. Ricompare nella storia a partire dal sec. XIII, come
fondaco genovese col nome di Costanza (dall’appellativo
di Costantia avuta da Costantino); dai Turchi, che la prendono
nel 1306, è chiamata Kustendje.
La rinascita ha inizio nel 1878, quando i Turchi si ritirano
dai Balcani e la Dobrugia viene annessa alla Romania; a Carol
I, re di Romania dal 1881 al 1914, si deve il primo sviluppo
industriale, portuale e urbano, purtroppo a scapito dei grandi
tesori archeologici della città. Da
visitare.
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- Litoranea sul mare;
- Statua di Mihai Eminescu (noto poeta nazionale romeno),
statua costruita nel1930 su fondamenta di 3 m, opera di Oscar
Han;
- il Monumento dei Martiri;
- il gruppo scultorio “i Pescatori” (costr. in
calcare del 1960-1970);
- il Casinò (1904-1909), combinazione di stili architettonici;
- il Museo di Scienze della Natura: Acquario (presenta fauna
acquatica del Mar Nero, Danubio, Delta del Danubio e Mar Mediterraneo),
nelle 60 vasche si trovano oltre 2000 animali acquatici;
- il Planetario;
- l’Osservatorio Astronomico ed il Centro di osservazione
solare;
- il Delfinario;
- il MicroDelta;
- il Museo Militare Centrale – inaugurato nel 1987;
- il Faro Nuovo – costruito nel 1960, altezza di 58
m;
- il Villaggio vacanze, tra Mamaia ed il lago Tabacariei;
- il Museo d’Arte: inaugurato nel 1961;
- il Museo di Scultura “Ion Jalea”, aperto nel
1968;
- il Museo d’Arte Popolare;
- la Chiesa “Sf. Gheorghe Nou” dipinta da N. Tonitza;
- il Busto di Vasile Parvan, di bronzo (Ion Irimescu);
- Gamia Hunchiar, costruito tra 1862-1868 con i fondi del
sultano Abdul Aziz in stile mauritaneo; |
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- la Chiesa Elena “Metamorfis”, costruita nel
1867;
- il Tempio Ebraico di rito spagnolo;
- la Moschea costruita nel 1910;
- il Monumento Casa Genovese – Casa con Leoni;
- la Chiesa Romano – Cattolica;
- la Cattedrale ortodossa;
- la Statua del Timoniere;
- le Terme Romane;
- l’Edificio Romano con Mosaico (lunghezza di 120 m
e una parte di 20 m), presenta mura spesse di pietra, mattoni
e intonaco (costruzione dal sec. IV d. C. con funzione commerciale);
- il Faro Genovese – costruito nel 1300 con un’altezza
di 8 m;
- la Statua di Ovidio (2,6 m; inaugurata nel 1887), opera
dello scultore Ettore Ferrari;
- il Museo della Marina Rumena: funziona nel locale della
Scuola Navale Superiore, inaugurato nel 1983, comprende oltre
1500 testi e grafici con soggetto marino;
- le Gallerie sotterranee (apeducte) con una lunghezza di
550 m, scavate ad una profondità di 20 m rispetto al
livello dell’attuale città;
- la Tomba dipinta costruita in mattoni, i muri sono dipinti
con la tecnica degli affreschi con rappresentanze antropomorfe,
zoomorfe e fitomorfe;
- la Spiaggia moderna (lunghezza 60 m);
- i Busti di Anghel Saligny, Andrei Ionescu, Vasile Parvan;
- il Monumento agli Eroi del Reggimento della Fanteria di
Costanza;
- il Monumento del Soldato Francese. |
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| Adamclisì |
si trova a 50 km a sud-ovest per la strada DN 3. |
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E’ un piccolo villaggio, uno dei siti archeologici
più importanti della Romania. A 600 m a ovest del villaggio
si trovano ii resti di Tropaeum Traiani, località fondata
dai veterani di Traiano, divenuta municipio sotto Settimio
Severo, munita di poderose mura nel 316 dagli imperatori Licinio
e Costantino, sviluppatasi come centro militare, economico
e religioso di prim’ordine, fino alla distruzione da
parte degli Avari nel 587.
A circa 2 km a nord del villaggio si erge, solitario e imponente
il Tropaeum Traiani, uno dei maggiori monumenti romani in
Balcania. Eretto nel 109 dall’imperatore Traiano per
celebrare la vittoria del 102 contro i Daci-Sarmati condotti
dal leggendario re Decebalo, era un enorme cilindro cementizio
su gradinata circolare, rivestito nella parte alta da un anello
di 54 metope illustranti la battaglia di Adamclisì
e merlato; un tetto tronco-conico copriva l’edificio,
gravato da due corpi esagonali sovrapposti recanti le iscrizioni
dedicatorie e sopportanti il trofeo vero e proprio. Il monumento
misurava 32 m di altezza e 30 m di diametro. Oggi non resta,
di originale che la gigantesca base cilindrica; l’attuale
edificio, ricostruito, è stato inaugurato nel maggio
del 1977. A 200 m dal trofeo sono visibili i resti di un grande
altare funerario, elevato su cinque gradini. Nel villaggio
si visita il Museo di Archeologia, che raccoglie: 48 metope
e 32 blocchi dei fregi decorativi; le sculture, in calcare
di Deleni, sono di grandissimo interesse storico e artistico,
in quanto rappresentano l’espressione viva e diretta
dell’arte popolare in rottura con i prototipi classici.
Inoltre, si trova anche un’iscrizione dedicata ai soldati
caduti contri i Daci sotto Domiziano (86-87 d.C.)
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| Mangalia
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Importante centro turistico litoraneo sul Mar Nero.
Municipio sito sul litorale del Mar Nero, cittadella greca
si chiamava Callatis (sec VI a.C.); periodo di sviluppo della
città, sec. III – IV d.C.
Da visitare : le moschee in stile maritano “Esmaban
Sultan” (1590); acque mesotermali, terapeutiche; sanatorio
termale; spiaggia di 500 m; il museo di Archeologia Callatis;
la Collezione di Pipe Mercurius; l’Edificio Romano;
la Basilica di tipo siriano; il Grande Tunnel (il Sepolcro
di Papirus); il muro di cinta; il Porto Antico Callatis; la
Necropoli Bizantina; lago sito nel Sud della città
(lung. 9,5 km), che alimenta le sorgenti solfatiche e termali
(22°C), con utilizzo termale.
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| Eforie Nord |
Una delle più attrezzate località balneari
e di cure termali orlata da una lunga, splendida spiaggia,
è situata in bella posizione nei pressi di una foresta
e di alcuni laghi |
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A 4 km da Eforie Nord, è caratterizzata dalla grande
quantità di fiori che ne ornano i giardini, i viali,
gli edifici; una scala monumentale dà accesso alla
spiaggia. E’ la più antica stazione termale
romena (il primo stabilimento fu costruito nel 1898); prima
della guerra la località si chiamava Carmen Sylva,
in onore della scrittrice sotto il cui pseudonimo si celava
la regina Elisabetta, moglie di Carol I.
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| Lago Techirghiol
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Il vasto lago situato tra Eforie Nord ed Eforie Sud ha
un tasso di salinità (60-75 g/litro) 6 volte superiore
a quello del Mar Nero: se ne utilizza il fango sapropelico
per fini terapeutici. Lo specchio d’acqua si presta
inoltre per gli sport nautici.
La città sita ad ovest del lago viene dichiarata nel
1899 località termale con i primi stabilimenti nel
1907. Nel 1921 viene costruito anche il sanatorio e nel 1930
viene dichiarato città.
Da visitare: il Monumento degli Eroi, costruito nel 1931;
la Fontana Scolpita da I. Jalea; Schitul Santa Maria portato
dalla Transilvania (Viseul de Sus) e confezionata con legno
(1750); ville, complesso termale e spiaggia. |
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| Mamaia |
Importante centro turistico litoraneo sul Mar Nero.
Stazione termale-climatica sita a nord di Costanza tra il
lago Siutghiol ed il Mar Nero, funziona già dal 1906;
molteplici disponibilità per diverse cure e trattamenti;
la spiaggia ha una lunghezza di 8 km. |
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| Neptun |
Importante centro turistico litoraneo sul Mar Nero
Stazione termale-climatica sul litorale romeno nel complesso
di Mangalia Nord, sita tra l’ex fiumara Comprova e il
mare; riserva naturale Comprova di tipo forestiero con molte
specie di quercia marroncino; lago con acqua dolce (Neptun
I e Neptun II), adatto per il riposo, i trattamenti termale
e i divertimenti. |
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| Saturn |
Importante centro turistico litoraneo sul Mar Nero
Stazione climateristica sul litorale Mar Nero sita al Nord
di Mangalia con fontane mezzotermiche solforiche, entrata
nel circuito turistico nel 1971. Nei dintorni si può
visitare: il litorale, la fiumara Mangalia con fango sapropelico.
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| Histria |
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Rovine della cittadella greca e romana (sec. VII d.C.) sita
sul lato del lago Sinoie (comune Istria). Da visitare: il
museo della cittadella Histria: le vallate di terra, il muro
di cinta romano-bizantino; la Porta Grande della cittadella;
il Quartiere Commerciale; la Torre Grande; le Terme; le dune
funerarie e una Necropoli (cca 500 ha). |
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Le Montagne dei
Carpazi
| Monti
Fagaras |
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Bilea Cascada, 1234 m, ai piedi del Monte
Negoiu (2535 m): da qui una funivia porta al rifugio Bilea
Lac (2027 m) ai piedi del Monte Moldoveanu (2543 m), la vetta
più alta della Romania, al centro di una riserva naturale
di ha 200, dotata di rifugi alpini.
Da Bilea Cascada ha inizio il tratto della strada Transfagaraseanu,
grande arteria realizzata negli anni ’80.
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Dintorni di Brasov
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Timpa. La collina di 960 m, ricoperta
da boschi, che domina da sud la città è una
riserva naturale alla quale si accede per un sentiero a serpentina
aperto dal 1837; per raggiungere la vetta, da cui si apre
un grandioso panorama, è tuttavia consigliabile servirsi
della più comoda funivia (stazione di partenza nella
strada Tiberiu Brediceanu). Sulla cima è stato costruito
uno dei migliori ristoranti della città.
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Poiana Brasov. Altezza 1020 m,
percorrendo la strada per 12 km di tornanti attraverso foreste
di conifere a sud da Brasov, è tra i centri principali
di sport invernali, tra i monti Poienni Brasovului a nord-ovest.
Detta “la radura del sole” per il suo clima subalpino,
la località dispone di ottime attrezzature turistico
- alberghiere e sportive (maneggi, campi da tennis, piscine)
ed è base di partenza per numerose escursioni ai rifugi
alpini; nella stagione invernale due funivie (una per il Monte
Kanzel, 1653 m) e l’altra per il Monte Postavaru (1800
m) e una seggiovia per il rifugio Cristianul Mare (1705 m)
permettono di raggiungere i campi da sci.
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| Le Gole di Bicaz
e il lago Rosso |
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Le gole di Bicaz, massiccio del
Ceahlau, dove la strada si stringe fino ad assumere l’aspetto
di muraglie calcaree. Si entra nelle gole di Bicaz (chele
Bicazului), lunghe 10 km, formate da rocce calcaree mesozoiche,
alte 300-400 m. Tutta la zona, nel massiccio di Haghimas,
forma una riserva geomorfologica, botanica e forestale; magnifico
è il manto forestale (pini, abeti, tassi, faggi, ginepri).
Varie escursioni montane sono possibili dalle gole, in partenza
dal lago Rosso (lacul Rosu), anch’esso parte della riserva
naturale del massiccio di Haghimas. |
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Lago Rosso (Lacul Rosu), da Bicaz,
attraversando i 10 km per le gole di Bicaz si arriva a Lacul
Rosu, lago originato dallo sbarramento naturale per lo scoscendimento
del monte Ghilcos, nel 1837; dall’acqua emergono i tronchi
pietrificati dei pini e ricchissimo è il patrimonio
ittico. |
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Lago Bicaz, a nord di Bicaz la
strada DN 15 porta allo sbarramento, costruito negli anni
'50, che chiude la valle di Bistrata per una lunghezza di
435 m, formando un lago artificiale lungo 35 km e largo fino
a 12 km. La strada DN 15 segue tutta la riva orientale del
lago e quindi la breve riva settentrionale. Si effettuano
escursioni con battelli turistici dal porticciolo del motel
Cristina. |
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| Massiccio Ceahlau |
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Si segue la strada DN 15, litoranea del lago di Bicaz, per
43 km, Poiana Largului e si attraversa l’estremità
settentrionale del lago su un viadotto. Si continua poi lungo
la riva settentrionale alla fine della quale si stacca a sinistra
una strada che sale sul massiccio Ceahlau, per 55 km, il complesso
turistico di Durau, capella costruita nel 1835.
Il massiccio del Ceahlau è dichiarato riserva naturale
sia per la flora (diversi tipi di larici) sia per la fauna
(orsi, linci, camosci, cinghiali). |
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Castelli
| Castello Bran |
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Uno tra i più noti castelli della Romania, viene
costruito nelle Gole del Turco (Cheile Turcului) nel 1377-1378
sulla strada commerciale Brasov – Campulung dal cavaliere
sassone Dietrich, dell’Ordine teutonico, da cui prese
il nome di Dietrichstein, in seguito a un decreto di Ludovic
I d’Angiò, sovrano ungherese la cui autorità
si estendeva all’epoca su tutta la Transilvania, costruito
in stile rinascimentale nella zona di frontiera tra la Transilvania
e la Valacchia. Nel 1377 il castello fu affidato agli abitanti
di Brasov; l’anno seguente ebbe inizio la ricostruzione
che lo destinava a difendere il passo di Bran, più
a Sud, sulla principale rotta commerciale verso Valacchia.
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Nei presi del castello si trova una dogana, conservatasi
fino alla metà del secolo scorso, dove i mercanti pagavano
il 3% del valore delle merci che vi transitavano.
Sede di guarnigione, all’inizio del sec. XV la fortezza
è stata sotto il dominio del voivoda Mircea il Vecchio
ed i suoi seguaci (sec. XIV-XV), di Sigismund de Luxemburg
(sec. XV, dal trattato di alleanza antiturca concluso nel
1395) e del voivoda della Transilvania, Iancu de Hunedoara
(sec. XV). Ritorna nelle mani della città di Brasov
nel 1498 e ne rimase fino al 1848, anno della rivoluzione
che abolì il sistema feudale sul quale si basava il
dominio del castello sul territorio circostante.
Dal 1920 al 1947, il castello fu residenza della regina Maria.
Attualmente, il castello è Museo di Arte Medievale.
Qui il principeVlad Tepes, detto il principe Dracula fu imprigionato.
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Da visitare anche: la chiesa ortodossa Paraschiva
(1820); la Dogana di Bran (sec. XVIII); il Museo di Etnografia;
la Casa della Fam. Puscariu, uomo di lettere; turismo rurale;
punto di partenza per i percorsi turistici sui Monti Bucegi
(C. Omu).
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| Sinaia - Castello Peles
e Pelisor |
Visita a pagamento ore 9-15.30 (la
cassa chiude alle 14.30); lunedì e martedì
chiuso |
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Dal monastero Sinaia si prosegue a piedi per un ampio sentiero
tra i boschi che in pochi minuti sale al castello Peles. Sulla
sinistra s’incontra, preceduta da una porta fortificata,
il Pelisor, il castello di settanta stanze, in stile rinascimentale
tedesco, costruito nel 1899-1903 come residenza estiva del
re Ferdinando I; più avanti a sinistra, si erge il
Foisor, padiglione di caccia, con una testa di cervo che orna
la facciata, di quarantadue stanze. Proseguendo la salita
si incontra un edificio, in stile tradizionale romeno, adibito
a residenza estiva del primo ministro. Ritornati sui propri
passi e ripreso il viale principale, giunge alla terrazza
sulla quale sorge il castello vero e proprio, di cui si notano
le tegole in ceramica smaltata verde, bianca e ocra che formano
motivi geometrici. Nel giardino all’italiana, affacciato
verso la valle, si erge la statua bronzea di Carol I (1866-1914)
e vi è una profusione di balaustre, statue, vasi e
fontane che provenguono da Venezia e sono opera dello scultore
Romanelli. |
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L’enorme edificio fu costruito dal re Carol I nel
1873-1888, su progetto degli architetti Wilhelm von Doderer,
di Vienna, e Johann Schultz, di Leopoli. Nel 1896 fu rimaneggiato
e ampliato dall’architetto ceco Karel Liman. All’esterno
il castello ha l’aspetto di un chalet svizzero, con
elementi rinascimentali italiani e bavaresi. A sinistra, attraverso
una porta, si accede a una corte rinascimentale con affreschi
trompe-d'oeil alle pareti sopra i quali corre un fregio con
scene di caccia all’orso. Una bella fontana sorge all’interno
del cortile.
L’interno del castello Peles comprende 160
stanze, sistemate e arredate in tutte le fogge possibili,
con netto predominio dell’intaglio in legno: dei veri
capolavori d’arte.
Il salone d’onore: del 1911, concepito da Liman
come sintesi della <<Sala Fredenhagen>> della
Camera di Commercio di Lubecca e del municipio di Brema (entrambi
rinascimentali) ed eseguito dall’intagliatore viennese
Bernard Ludwig; alle pareti, arazzi stile Aubusson, del sec.
XVIII, e i quaranta mosaici raffiguranti i castelli degli
Hohenzollern; in un angolo, copia della celebre Madonna di
Norimberga, capolavoro di Peter Vischer; nei corridoi, copie
in marmo di Carrara di opere di Donatello e di Luca della
Robbia.
Sala d’armi: splendida collezione di armi e
armature dei sec. XV-XVIII.
Gabinetto di lavoro del re Carol I: in stile rinascimentale
tedesco, con soffitto in noce, pareti coperte da cuoio <<stile
Cordova>>, vetrate svizzere del sec. XVII.
Biblioteca: in stile rinascimentale tedesco, in noce.
Sala del Consiglio, in stile rinascimentale tedesco: vetrate
inglesi dei sec. XVI-XVII provenienti dal castello di Toddington.
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Antica sala da musica: risale al 1896 ed è
in stile rinascimentale tedesco, arredata con mobili in legno
di tek e ornata di vetrate a soggetti popolari romeni.
Sala fiorentina, in stile rinascimentale toscano:
mobili italiani del sec. XVII, lampadari di Murano, copie
di opere del Vasari (al soffitto) e di Rubbens, piccole tele
fiamminghe del sec. XVII.
Sala delle Colonne: in stile rinascimentale italiano, su colonne
ioniche e ingrandita nelle prospettive da specchi veneziani,
con mobili italiani del sec. XVI-XVII, copie di celebri quadri
italiani e una Madonna di scuola correggesca.
Sala da pranzo: in stile tardo-rinascimentale tedesco,
presenta rivestimenti in quercia e noce, vetrate con scene
cavalleresche.
Sala moresca: in stile ispano-moresco dell’Alhambra
di Granada, conserva sculture di marmo di carrara, trofei
di armi arabe dei sec. XVI-XVII, preziosi tappeti.
Salone turco: ricostruzione del padiglione romeno
allestito per l’esposizione universale di Parigi del
1868.
Teatro: in stile Luigi XVI, rivestito di sete preziose.
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| Hunedoara - Castello
Corbenestilor |
Visita a pagamento (solo gruppi di almeno 25 persone),
ore 9-17; lunedì chiuso. |
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Situato sulla collina di S. Pietro, sul fiume Zlasti, accanto
al gigantesco complesso siderurgico della città, il
castello dei Corvino è il più importante monumento
di architettura civile gotica della Transilvania. Il nucleo
più antico risale all’epoca di Vlaicu, che nel
sec. XIV eresse la sua residenza, fortificandola con un muro
di cinta a forma di poligono irregolare, seguendo i confini
naturali dello sperone roccioso della collina.
La struttura originaria fu ingrandita e ricostruita in stile
gotico da Iancu de Hunedoara (Giovanni Hunyadi) in due fasi,
dal 1440 al 1453. Sotto il successore, il re d’Ungheria
Mattia Corvino, il castello assunse l’aspetto attuale
di fastosa dimora di un principe del Rinascimento, pur conservando
l’impronta gotica (loggia a destra). Altre trasformazioni,
di gusto barocco, furono apportate da Gabor Bethlen nel sec.
XVII (torrione).
Il castello, ben conservato, è oggi museo storico e
di antichità: tra le cinquanta stanze ornate di affreschi,
bella la Sala dei Cavalieri, a due navate divise da pilastri
poligonali, la Sala della Dieta, a due slanciate navate, e
la capella gotica. |
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La chiesa San Nicolae - ai piedi
del castello, fu costruita probabilmente alla fine del sec.
XIII. Distrutta per ordine di Giovanni Capistrano, confessore
di Iancu e persecutore degli ortodossi, fu ricostruita nel
1458, col consenso di Mattia Corvino. Nel 1634 vi fu raggiunto
il Pronaos; nel 1654 l’interno venne affrescato.
La torre campanaria, a ovest, venne eretta solamente nel 1827.
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Altri palazzi e posti da visitare
Bucarest

Bucarest - palazzo Cantacuzino

Bucarest - Palazzo Cotroceni

Bucarest - Royal Palace

Cluj Napoca - Banfy Palace

Iasi

Craiova

Oradea - Palace

Bucarest - Palazzo del Parlamento

Sibiu - Palazzo Bruckental

Monasteri della Moldavia e Bucovina (zona
nord est della Romania)
| Monastero
Sucevita |
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Considerato “il gioiello verde”, tra dolci colli,
è l’ultimo, in ordine cronologico, dei cinque
monasteri ben conservati della Bucovina, con chiesa affrescata
all’esterno. La costruzione del monastero ebbe luogo
nel 1582-1584, per ordine dei fratelli Gheorghe, Ieremia,
Simion Movila, nuova dinastia di voivoda che intendeva emulare
il mecenatismo dei predecessori. La cinta delle poderose mura
è la meglio conservata in Romania: le cortine contraffortate
e merlate, di m 104 x 100, sono spesse m 3 e alte 6 m, con
agli angoli tre torri ottagonali e una esagonale. La pianta
della chiesa è quella resa canonica da Stefano il Grande:
nartece, pronaos, cappella funeraria, naos e santuario.
Gli affreschi esterni, della fine del sec. XVI, ben conservati,
sono opera dei fratelli Sofronie e Ioan di Pingarati, pittori
di icone e miniaturisti, che seguirono lo schema iconografico
tradizionale del sec. XVI, accentuandone l’aspetto dogmatico.
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| Monastero Putna |
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Il più venerato dei monasteri moldavi. Fondato per
destinarlo a propria sepoltura da Stefano il Grande nel 1466,
fu ricostruito nel 1564 dal voivoda Gheorghe Stefan; le mura
di cinta sono una ricostruzione del sec. XVIII, tranne la
torre del tesoro, del sec. XV; gli ambienti convenuti sono
del 1856. La chiesa, elegantissima, con paramento di arcate
cieche divise, ha pianta a nartece, pronaos, cappella funeraria,
naos con caratteristica cupola e santuario; la cripta rinserra
a sinistra la tomba di Stefano il Grande (1504), della moglie
e della famiglia. |
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Nel museo (visita a pagamento) si possono vedere: documenti,
oggetti di culto, ricami in fili d’oro e perle (sec.
XV), rilegature in argento, manoscritti miniati (tra cui il
Tetravangelo con il ritratto di Stefano il Grande, 1473),
icone, intagli in legno. Nella torre d’ingresso, esposizione
dedicata al massimo poeta rumeno Eminescu. Presso il monastero
c'è una piccola chiesa in legno, forse la più
antica del genere in Romania costruita nel 1346 dal voivoda
Dragos a Radauti, e trasportata qui nel 1468 da Stefano il
Grande: racchiude un iconostasi del 1468.
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| Monastero Moldovita |
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Il Monastero venne costruito nel sec. XIV per volere di
Alessandro il Buono (ne rimangono le rovine) e rifondato nel
1532 dal voivoda Petru Rares, lo circonda un muro di difesa
spesso di 1.20 m e alto 5 m, con tre torri (cinque in origine).
Oggi è affidato ad una comunità monastica femminile.
La chiesa, del tipo canonico di Stefano il Grande, presenta
alcune diversità: naos sopraelevato con torre, nascete
aperto da tre arcate, porte e finestre gotiche. La pianta
è trilobata con abside optagonale, sottolineata all’esterno
dalla presenza di nicchie allungate; la cupola, esagonale
ha un doppio tamburo stellare e reca tracce di affreschi negli
archetti ciechi. L’edificio è stato oggetto di
importanti lavori di restauro e consolidamento tra il 1954
e il 1960.
Gli affreschi esterni (1537), collocabili cronologicamente
tra quelli di Humor e Voronet, esaltano l’importanza
moldava per ottenere il massimo realismo nelle scene di vita
quotidiana, umanizzando i personaggi. Le tonalità dei
colori sono smorzate dalla predominanza del giallo-ocra, lo
schema è quello liturgico moldavo. Abside: le Gerarchie
celesti e terrene, muro settentrionale, muro meridionale.
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Interno. Gli affreschi, ritoccati parzialmente
nel sec. XVII, seguono parimenti il canone ortodosso.
Nell’antica clisarnita (refettorio) del 1612 è
ospitato il Museo (visita a pagamento): parametri, oggetto
di culto, icone, manoscritti, il magnifico trono del voivoda
Petru Rares, un’icona scolpita e dipinta raffigurante
i voivoda di Moldavia, a partire dal fondatore Alessandro
il Buono, e due splendidi epitaffi dell’epoca di Stefano
il Grande. I manoscritti miniati testimoniano l’attività
culturale e artistica del monastero fino al sec. XVII. |
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| Monastero Voronet |
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Il monastero oggi è scomparso e si conserva solamente
la stupenda chiesa detta “il gioiello della Bucovina”.
Costruita con la consueta rapidità dal 26 maggio al
14 settembre del 1488 da Stefano il Grande, ultima delle quattro
chiese volute dal potente voivoda. Lo schema è quello
ormai canonico (dopo la chiesa della Trinità di Siret),
e vuole essere una sintesi tra il linguaggio bizantino e quello
gotico; le proporzioni ridotte mediano l’orizzontalità
bizantina e lo slancio verticale gotico; la decorazione esterna
accetta l’interpunzione gotica (finestre e porte) tra
il bizantino. La chiesa vuole essere un omaggio di Stefano
il Grande all’umile monaco Daniil, suo consigliere,
che qui aveva una cappella in legno. Al tempo della costruzione
appartengono le pitture (1488-1496) dell’interno del
santuario e del naos.
Gli affreschi esterni rappresentano uno dei vertici dell’arte
europea, dove il colore, il celeberrimo “azzurro di
Voronet”, è protagonista assoluto.
Sulla facciata del nartece (1547-1550) si può intravedere
il Giudizio Universale, il più famoso dell’arte
moldava eseguito nel 1550 forse dal pittore Marcu. |
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| Monastero Dragormina |
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Il Monastero è abitato da una comunità femminile,
nei pressi di Padurea Adincata, riserva naturale; il monastero
fu fondato nel 1602 dal metropolita Anastasie Crimca, erudito
calligrafo iniziatore di una scuola di miniatura e grande
mecenate; nel 1627 il complesso fu circondato da un giro di
poderose mura con contrafforti e torri laterali, a opera del
voivoda Miron Barnovschi.
Entro le mura si eleva la bellissima chiesa del 1608, prototipo
delle chiese della Moldavia: stupisce per lo slancio verticale
(42 m), quasi incredibile in confronto alla larghezza (appena
9.60m); la decorazione esterna ha come elementi caratteristici
una rilevata cordonatura a metà altezza (il cosiddetto
brau, cintura), simbolo religioso e insieme civile
(la Trinità e l’unione dei tre voivodi romeni),
che si ripete in tutte le chiese moldave. La cupola, su tamburo
stellare, è riccamente ornata di motivi geometrici
e naturalistici (questi elementi avranno la loro massima esaltazione
nella Chiesa dei Tre Gerarchi di Iasi). Nell’interno
stupenda la cupola di naos, con arcature segnate da rilevanti
profili, simili alla cintura. Gli affreschi del naos e del
santuario attestano un’esuberanza nuova nella pittura
moldava. Nella vecchia scuola del 1626, l’antico refettorio
gotico ospita il Museo (visita a pagamento),che raccoglie
libri preziosi, manoscritti e miniati dal metropolita fondatore
Crimca, un epitaffio del 1610 e un altro del 1626, entrambi
capolavori di ricamo, con perle e fili d’oro e d’argento.
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Altri monasteri e chiese: Mon. Humorului, Monastero Varatec,
chiesa di Arbore, chiesa di Patrauti, ecc.
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Monasteri dell’Oltenia
(zona sud centrale della Romania)
Tutta la zona a nord e a ovest di Rimnicu Vilcea raccoglie
celebri monasteri, importanti per lo studio dell’arte e
della civiltà valacche.
| Monastero
Govora |
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Fu costruito nel 1496 sotto il voivoda Radu il Grande e
divenne un importante centro di cultura; nel sec. XVII Matei
Basarab vi installò una stamperia nota in tutti i Balcani
come tipografia di libri religiosi in lingua slava e di libri
di diritto e di eloquenza in lingua romena. All’inizio
del sec. XVIII il monastero fu rifatto da Costantin Brancoveanu;
notevoli sono gli affreschi, terminati nel 1711, l’iconostasi
in legno di tiglio (1705) e le icone di artisti bulgari. Vicino
il monastero Surpatele, fondato dalla moglie di Brancoveanu. |
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| Monastero
“Dintr-un lemn” (“Di un solo legno”) |
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Il monastero femminile trae il nome (“Di un solo legno”)
dalla leggenda che lo vuole originato da una cappella in legno
ricavata da una sola quercia. La fondazione è attribuita
al siniscalco Preda Brincoveanu, nipote di Matei Basarab,
verso la metà del sec. XVII; altre aggiunte vennero
apportate, nel 1684, da Serban Cantacuzino; altre ancora venero
fatte dalla superiora Platonica nella prima metà del
sec. XIX e dell’accurato restauro del 1938-1939. Nel
cortile al cui centro c'è la chiesa, un’oasi
di verde invade e rivela una profonda influenza austriaca.
La chiesa, capolavoro dell’architettura valacca, è
uno slanciato e stretto edificio a pianta trilobata, del tempo
di Preda Brincoveanu. Due torri si alzano dal pronaos e dal
naos; il portico e gli ornamenti gotico-moldavi delle finestre
sono del tempo di Serban Contacuzino. Sotto il portico si
nota la pietra tombale (1734), con l’aquila bicefala
dei Cantacuzino.
Un locale del convento, a destra della chiesa principale,
è adibito a Museo di oggetti di culto e documenti.
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| Monastero Cozia |
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Fu fondato nel 1386 dal voivoda di Valcchia Mircea cel Batrin
(Mircea il Vecchio). La chiesa è un capolavoro dell’architettura
nei moduli dei monasteri serbi della Morava: stupendi sono
gli ornamenti scultorei esterni (intorno alle finestre e agli
archi), in terracotta, che alleggeriscono la massa dei corsi
alternati di mattoni e pietre; il portico d’ingresso
è un'aggiunta di Costantin Brincoveanu (1707).
Interno. Presenta affreschi di eccezionaole
valore: quelli del nartece e del naos, del sec. XVIII, recano
i ritrati di Mircea e della famiglia di Brincoveanu, quelli
del pronaos risalgono al sec. XIV; nel pronaos, la tomba di
Mircea e di Teofanie, madre di Mihai Viteazul (Michele il
Bravo); l’iconostasi è un pregevole lavoro di
arte brancovana.
Gli edifici conventuali e le fontane del cortile sono di epoche
varie; di fronte alla chiesa c'è la fontana di Brincoveanu
(inizio sec. XVIII); a nord-est sorge la fontana di Neogoe
Basarab nel 1517, e dietro si trova la cucina costruita da
Brincoveanu nel 1711. Nel lato nord, ospita il Museo (visita
a pagamento), dove si possono trovare oggetti d’arte
sacra e documenti. Sul lato opposto della strada sorge, la
preziosa "Chiesa dell’ospedale", eretta da
Radu Paisie nel 1453, gioiello dell’architettura valacca:
è un edificio a corsi alterni di mattoni e pietre,
con parametro esterno ad archi ciechi; coevi sono gli affreschi
interni. |
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| Monastero Bistrita |
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Costruito alla fine del sec. XV, venne distrutto nel 1508
da Mihnea del Rau (Mihnea il Cattivo), rifatto nel 1520 dal
nobile Barbu Craioveanu e quasi del tutto ricostruito nel
1856 dal voivoda Bibescu. Di antico non rimane che la "Chiesa
dell’ospedale", del tempo di Barbu Craioveanu (affreschi
del portico), e gli affreschi del tempo di Costantin Brincoveanu
(1710). |
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| Monastero Arnota |
km 4 a nord-est di Bistrata, per una strada molto stretta,
elevato su una collina, tra gli alberi, a dominio delle gole
di Bistrata. |
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Fondato nel 1633 da Matei Basarab e decorato di pitture
murali nel 1644, fu ritoccato nel 1695 da Costantin Brincoveanu;
gli edifici conventuali vennero ricostruiti nel 1852-1856.
La chiesa è del tipo tradizionale (pianta tribolata,
ornamentazione a nicchie), con portico e torre del pronaos
del tempo di Brincoveanu; gli affreschi risalgono quasi tutti
in quest’epoca; nel naos, la tomba (1648) del vornic
(governatore) Danciu, padre di Matei Basarab. |
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| Monastero Hurez |
km 47 a ovest, a destra della strada DN 67. |
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Costituisce il capolavoro e il prototipo dell’arte
brincovana, voluto e costruito (1688-1697) da Costantin Brincoveanu;
gravi danni vengono recati al magnifico complesso nel 1787,
durante la guerra russo-austriaco-turca; un lungo restauro
nel 1957 ha ridato al monumento l’aspetto originario.
All’ingresso del monastero si trova la cappella di Sfintul
Mihail, chiesa del villaggio, del tempo di Costantin Brincoveanu.
All’esterno, il monastero si presenta come una bianca
fortezza chiusa da muraglie; dal lato meridionale si entra
nel cortile esterno, con le antiche scuderie a destra e una
fontana del 1838 davanti alla torre-portico che immette nel
cortile interno.
La chiesa principale, vero gioiello architettonico, magnificamente
equilibrata nel volumi, ha la consueta pianta triconca con
portico, pronaos, naos absidato e santuario triabsidato.
Gli edifici conventuali sono aperti su tre lati, verso il
cortile, da due ordini di eleganti arcate; una ricca scala
sale al notevole portico di Dionisie, voluto nel 1752 da Dionisie
Balacescu (rifatto nel 1872); dal portico si sale alla galleria
superiore per visitare i fastosi interni: l’appartamento
degli igumeni, l’antico appartamento voivodale e la
cappella superiore (1706), ornata di affreschi e con una magnifica
iconostasi del tempo.
La visita del Museo è a pagamento, che annovera: oggetti
di culto, parametri, candelabri, libri manoscritti e miniati,
icone popolari del sec. XVII. |
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| Monastero
Polovragi, |
km 67 a ovest, a destra della strada DN 67.
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In uno splendido quadro naturale, all’uscita delle
gole dell’Oltet, sorge questo monastero iniziato nel
1643 da Danciu Paraino e terminato da Costantin Brincoveanu.
La chiesa principale, che rispetta i canoni tradizionali,
reca affreschi del 1703 (sul muro d’ingresso il Monte
Athos, di un pittore greco e ritratti di personaggi principeschi;
iconostasi del 1700); nella Biserica Bolnita (chiesa
dell’ospedale) del 1736 si trovano affreschi coevi.
Presso il monastero si aprono le chele Oltetului (gole di
Oltet), lunghe 1 km e con pareti alte 100 m; all’inizio,
a sinistra, si interna nel monte, per 900 m, la grotta Polovragi,
ricca di concrezioni.
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Città
medievali
Sighisoara
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Una delle più affascinanti località
medievali della Romania, vera città-museo, giace
nascosta nella valle del fiume Tirnava Mare, nella Transilvania
centrale. Situata in area trilingue, la città porta
anche il nome magiaro di Segesvar e quello tedesco di Schassburg.Fondata
alla fine del sec. XII da coloni sassoni, Castrum Sex resistette
all’ondata tartara (1241) e divenne nel sec. XV città
libera: per oltre due secoli fu governata dalle corporazioni
che le diedero ricchezza e splendore. E’ patria del
celebre voivoda di Valacchia Vlad Tepes (Vlad l’Impalatore,
noto col nome di principe Dracula) che vi nacque tra il
1431 e il 1435.La Cittadella (Cetatea) è la più
bella e meglio conservata di tutta la Romania. Risale in
gran parte al sec. XIV, quando fu ampliata e rafforzata
la costruzione, in maniera affrettata, dopo le distruzioni
tartare del 1241; si conservano 9 delle 14 torri originarie
e un sentiero permette di fare un giro completo della cittadella
che ha un perimetro di circa un chilometro: partendo dalla
torre dell’orologio, verso est si incontrano case
gotiche dai delicati colori e torri, tutte abitate, una
delle quali ospita una piccola deliziosa scuola. |
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Le torri ancora esistenti sono:
- la Torre dei Fabbri;
- la Torre dei Calzolai a forma di piramide esagonale;
- la Torre dei Macellai del sec. XIV;
- la Torre dei Sarti dal sec. XIV, di modeste dimensioni;
- la Torre dei Ramai, rettangolare alla base, ottagonale nel
fusto ed esagonale nella copertura. |
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Infine, la Torre dell’Orologio, alta 39,5 m. è
il simbolo di Sighisoara. Fu costruita nei sec. XIII-XIV e
nel 1556 venne gravemente danneggiata da un incendio, ma fu
poi ricostruita nella forma originaria. Nel 1891 il tetto
fu ricoperto di tegole di ceramica policroma smaltata. Presenta
un carillon di figure mobili, alte più di un metro
e raffiguranti i giorni della settimana (che si spostano ogni
giorno a mezzanotte), che risale al 1648. |
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Dal 1898 la torre è sede del Muzeul de Istorie (Museo
di Storia), (visita a pagamento, ore 9-15.30, lunedì
chiuso), articolato in otto sale, dove vengono custoditi interessanti
pezzi che illustrano la storia della città dell’epoca
dacia al sec. XIX:
Sala 1: insediamento della Dacia, conquista romana,
età feudale con un plastico della cittadella nel 1735.
Sala 2: il sistema difensivo della cittadella e la
corporazione dei falegnami.
Sala 3: collezione di mobili transilvani dei sec.
XVI-XVII ed esposizione sulle corporazioni degli artigiani
e dei mercanti.
Sala 4: Sighisoara nel sec. XVII;Sala 5: mobili ed
oggetti d’uso quotidiano dei sec. XVII-XIX;
Sala 6: agricoltura;
Sala 7: ricostruzione di un’antica farmacia;
Sala 8: collezione di orologi.
Dalla loggia della torre il panorama spazia sulla città
moderna e sulla valle del fiume Tirnava Mare; da qui è
anche possibile osservare il meccanismo dell’orologio
e del carillon. |
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Sibiu
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Storia.
La località, strategicamente importante, venne fortificata
dai Romani (Cibinum); nel sec. XII fu colonizzata, come
tutta la Transilvania, dai Sassoni dell’Ordine teutonico
e prese il nome di Hermannstadt. Dopo la distruzione tartara
avvenuta nel 1241, la città rinacque e, tutelata
dai privilegi di città libera governata dalle corporazioni,
giunse rapidamente ad essere uno dei centri più importanti
della Transilvania, provincia dell’impero austriaco
e centro del risveglio del popolo rumeno. |
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La cittadella.
Piazza Gravita, stretta tra le case che dominano il giro della
cittadella, immersa in un quadro suggestivo, è la piazza
più raccolta delle tre che si trovano all’interno
della prima cinta muraria. |
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Museo Brukenthal.
(Visita a pagamento, ore 10-17; lunedì chiuso). Ha
sede nel palazzo del barone Samuel Brukenthal (1721-1803),
cancelliere della Transilvania sotto l’imperatrice Maria
Teresa; l’edificio, costruito nel 1785, ricalca con
splendido effetto le forme assunte dal barocco nella capitale
austriaca. Nato presso Sibiu, l’aristocratico transilvano,
appassionato collezionista d’arte, alla sua morte lasciò
l’immenso patrimonio, comprendente collezioni di archeologia,
di numismatica e di mineralogia, ma soprattutto d’arte,
alla chiesa luterana; ordinato dal famoso storico Frimmel,
il museo fu aperto al pubblico nel 1817. Il museo ha più
sezioni: |
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1.Sezione archeologica: Arte greca e romana, oggetti
in oro, altari e rilievi;
2. Sezione decorativa e di arte popolare: ceramiche
transilvane e sassoni dei sec. XVI-XIX, tessuti fiorentini,
oreficeria barocca;
3. Galleria di arte universale e nazionale: espone
opere della collezione d’arte raccolta da Brukenthal
(pittura barocca considerata la più ricca d’Europa
– oltre 1.000 tele);
4. Pittori fiamminghi e olandesi: H. Brugghen, van
Mierevelt, van Dyck, J. Brueghel, D. Teiniers I e II, F. Snyders,
Frans Francken I, II e III, van Poel, van Poelenburg, H. Janssen,
J. De Heusch, P. van Mol, J. Fyt, J. Van Weenix, J. De Momper,
R. Savery, van de Venne; |
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5. Pittori tedeschi ed austriaci: H.S. Wertinger,
F.C. Janneck, J.H. von Halszel, von Aachen, A. Faistenberger,
G. Hinz, J. Kupetzky, P. Troger, L. Strauch;
6. Pittori italiani: T. Lombardo, M. Stanzione, scuola
di Salvator Rosa, D. Fiasella, scuola di Paris Bordone, L.
Caracci, Veronese, Parlotto, A. Galli Bibbiena, A. Magnasco,
S. Ricci, S. Conca, scuola di Carlo Dolci, E. Sirani, A. Pozzo,
G. G. Sementi, raccolta di stampe, comprendenti opere di A.
Tempesta, G.B. Tiepolo, G.B. Piranesi, A. Durer, S. Gessner,
L. Kilian, E. Sadeler, H. Hondius I, J. Callot;
7. La pittura rumena: N. Grigorescu, S. Luchian,
I. Andreescu, N. Tonitza, G. Petrascu, T. Pallady, I. Teodorescu,
S. Dimitrescu, V. Popescu, L. Grigorescu, S. Cucurencu, D.
Ghiata, C. Baba.
8. Biblioteca: 300.000 volumi tra i quali manoscritti
miniati, e 383 incunaboli. |
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Delta del Danubio
(1 : 850.000 | 1cm = 8,5 km)
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Abitanti: 150.000.Una delle regioni più
suggestive della Romania e dell’intera Europa, mondo
d’acque e di terre dai limiti indefiniti, popolato
da una fauna e flora del tutto particolari; l’ambiente
subtropicale offre paesaggi di altissima suggestione, introvabili
altrove nel continente.Non è solo la terra più
giovane d’Europa, ma anche quella in più rapida
e continua trasformazione, vero laboratorio naturale vivente.
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Clima: domina il clima della steppa, temperato
dalla presenza del mare e degli stagni. La temperatura estiva
è più fresca che all’interno del continente
(media 25° C), quella invernale è meno rigida (media
0° C); le precipitazioni sono inferiori a quelle dell’interno,
nevica raramente. I venti sono abbastanza forti, in aumento
dall’interno verso il mare. |
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Flora: ci sono 4 zone differenti sotto l’aspetto
botanico. Si distingue la zona del canneto, che serve all’industria
chimica per la produzione di cellulosa, carta, tessuti fini,
ecc; inoltre le canne servono a recintare e coprire le case.
Altre piante che si possono trovare sono: le ninfee bianche
e gialle, le piante carnivore, l’iris, l’acetosella,
il salice, la cicuta. Nelle altre zone si trovano altre piante
come: il convolvolo, l’euforbia, la coda di volpe; come
anche piante arboree: salici e pioppi svettano sotto un ricchissimo
sottobosco di tamerici, rovi, trifoglio, convolvoli, salicornia. |
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Fauna: Le acque del Delta forniscono metà
del prodotto ittico romeno; 110 specie di pesci vi sono
state identificate, come: la carpa, il siluro, il luccio,
ecc.
Il grande profitto viene dai pesci migratori, quali lo sgombro,
lo sterletto, e soprattutto dallo storione, fornitore del
prezioso caviale.Le specie di uccelli individuate sono circa
300, di cui 74 extraeuropee: il Delta è un vero proprio
punto d’incontro delle migrazioni (6 direzioni nelle
migrazioni primaverili e 5 nelle migrazioni d’autunno).
Tra gli uccelli si possono incontrare: i passeri, i cardellini,
i verdoni, le taccole e alcune specie di anatre.
Altri uccelli compaiono solo in primavera ed in autunno,
come il piviere, la cicogna nera, il beccaccino, il codone.
Si fermano d’estate per la riproduzione, e ripartono
in autunno; inoltre si trovano altre specie di anatre, l’usignolo,
il cigno reale, il cormorano, il fenicottero e il pellicano,
quest’ultimo ospite più pittoresco del Delta.
A seconda della provenienza, si possono distinguere uccelli
originari dell’Asia (alcuni avvoltoi, l’airone
bianco, il germano reale, il cigno reale, il cormorano);
dalla Siberia vengono la beccaccia comune, il gufo dalla
coda lunga, il colombo polare, diverse specie di anatre,
il moriglione, alcune specie di oche.
Di origine mongola e proveniente dal sud è il pellicano.
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Molti di questi uccelli sono strettamente tutelati e
ne è proibita la caccia e la raccolta delle uova.
Rane e serpenti innocui abbondano nelle acque del Delta;
la vipera velenosa fa la sua apparizione nelle vicinanze
di Letea.
Notevole è il numero dei mammiferi: lontre, donnole
ed ermellini sono cacciati per la loro preziosa pelliccia;
abbastanza diffusi sono il cinghiale, la volpe, il gatto
selvatico, più rara la lepre; il cane viverride,
raro, è presente in Europa solo in questa regione.
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Visita del Delta:
Da Tulcea, speciali battelli della Navrom effettuano servizi
regolari sui bracci principali del Danubio. Ci sono agenzie
di turismo che forniscono informazioni sulle escursioni su
botel, con cabine a due letti, che durano da uno a tre giorni
con partenza da Tulcea, Murighiol, Crisan e Sulina.
I canali secondari, i laghi, gli stagni sono accessibili solo
a piccole imbarcazioni: i pescatori di Murighiol, Crisan e
delle altre località arrotondano i loro guadagni offrendosi
come guide a bordo delle loro caratteristiche barche a remi:
questo tipo di escursione è sicuramente più
interessante perché permette di cogliere aspetti autentici
della vita degli abitanti del Delta, ma si consiglia di contrattare
sul prezzo.
Nelle abitazioni dei pescatori, inoltre, è possibile
gustare la buona zuppa di pesce appena pescato.
E’ vietato, oltre che pericoloso, addentrarsi nei canali
del Delta senza la guida di un buon conoscitore del luogo;
è pericoloso bere acqua del fiume; non si cerchi di
pernottare all’aperto se non si possiede l’attrezzatura
necessaria (è indispensabile proteggersi dalle zanzare,
particolarmente noiose in estate). |
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